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Il Comune di Milano ha speso un botto per gas e luce. Sala: “La nostra bolletta fa spavento”

A Palazzo Marino si sono tirati fuori 130 milioni di euro di spese energetiche per edifici pubblici, scuole, musei e illuminazione, circa 60 in più rispetto al 2021

Raga, ma in questo periodo di crisi energetica chi è che ci può aiutare se pure il Comune è schiacciato dal caro bollette? Figa che situazione. Ve ne sarete accorti, no, quanto cavolo sono salite le spese di gas e luce. Ecco. Stessa storia anche a Palazzo Marino: 130 milioni di euro di spese energetiche per edifici pubblici, scuole, musei e illuminazione, circa 60 in più rispetto al 2021. Beppe Sala non sa davvero che pesci pigliare e sicuro non ha idea di come aiutare i cittadini. “Abbiamo anche noi una bolletta che fa spavento“, ha detto. La palla passa quindi al Governo, poche storie.

“I Comuni non hanno risorse per poter aiutare i cittadini, questa è la triste realtà – ha detto il sindaco della City – Immagino che il nostro governo farà la sua parte, credo che serva in questa fase dare sostegno e pompare moneta”. Anche perché come fanno i sindaci a tirare fuori altra grana se già di gas e luce gli aumenti sono così clamorosi? Una situa talmente disperata che il 23 settembre Palazzo Marino ha deliberato un prelievo dal fondo di riserva di 12 milioni. Insomma, come si dice: si sta raschiando il fondo del barile. Appare evidente, quindi, che con queste spese è impossibile mettere a bilancio aiuti alle famiglie. Che poi oh, non è che arrivavamo proprio da un periodo idilliaco eh. Dopo due anni di Covid, ‘sta menata del caro bollette proprio non ci voleva.

“La città in questi mesi sta tornando gradualmente alla vita di sempre. Milano ritorna a essere la città dinamica e vivace che amiamo, ritornano i grandi eventi internazionali – come la Settimana della moda che si è svolta da poco – e ritornano in gran numero i turisti, come abbiamo visto dai dati delle presenze di luglio e agosto”, ha detto Beppe Sala. Tutto molto bello, peccato che “altre emergenze e altre criticità sono all’orizzonte e gettano un’ipoteca sulla ripresa che tutti aspettavamo”. Quindi proprio adesso che ci stavamo riprendendo, sbem! Altra batosta. “La crisi energetica causata dalla guerra in Ucraina sta dando un duro colpo alla nostra economia, in un periodo in cui cominciavamo a risollevarci, ma soprattutto sta dando un duro colpo alle nostre famiglie”. Eh, caro Beppe. Lo sappiamo.

Che cosa si può fare, quindi, per i cittadini? Ci si sta ragionando. Le risorse, come avete letto, sono poche. Più che altro, spiegano da Palazzo Marino, si sta aspettando di capire quali aiuti o interventi saranno decisi a Roma. E intanto la gente si incazza, e di brutto anche. Nei giorni scorsi è andata in scena la protesta del sindacato Usb, con i manifestanti che hanno bruciato delle bollette fuori dall’Eni store di corso Buenos Aires, prima di sfilare fino alla sede di Arera, l’autorità di regolazione per energia reti e ambiente. “Carovita e carobollette, la vostra guerra e la vostra crisi noi non le paghiamo”, hanno scritto sui cartelloni. “Vogliamo rimarcare come lo Stato italiano non riesce più a esercitare un ruolo nel controllo dei prezzi ma è in balia dei mercati, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti”, ha detto scazzatissimo il portavoce Usb Lombardia, Pietro Cusimano. Eh, oh. Ci sta.

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