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Visto il successone, il Museum of Dreamers resterà aperto fino a marzo. Noi ci siamo stati, e voi?

Il museo, tempio degli influencer, avrebbe dovuto chiudere a dicembre, ma visti gli oltre 100mila ingressi si è deciso di estendere l'apertura fino al 27 marzo.

Sfumature confetto in ogni dove, piscina di palline total pink, stanzette romanticose e scenografie Instagram-friendly: tutto questo (e molto altro) è il Museum of Dreamers, museo-pop up di Milano dedicato a tutti i sognatori (social) in quel di via Beccaria. Inizialmente lo spazio avrebbe dovuto chiudere il 18 dicembre, ma visto il clamoroso successo di visitatori, oltre 100mila, si è deciso di estendere l’apertura fino a marzo. Oh, fatturato docet.

Al Museo dei sognatori ci siamo stati anche noi il primo giorno di apertura, carichi a molla di curiosità. I due piani sono divisi in un percorso che si apre ariosamente su 15 installazioni, che hanno il pregio di permettere una totale interazione con i visitatori. Non solo guardare, ma toccare. E se oltre a toccare ti vuoi scattare qualche foto, meglio ancora! Già, perché il Museum of Dreamers è il tempio di influencer, pseudo influencer e semplici instagrammer, che nelle varie cornici patinate dello spazio (una cameretta, delle altalene nel cielo, una porta sull’universo) possono trovare lo sfondo perfetto per le loro pose. Ci sono stati anche i Ferragnez, e abbiamo detto tutto. I numeri social lo confermano: oltre 30.000 condivisioni, una community attiva di oltre 50mila follower su Instagram e più di 4 milioni di visualizzazioni su Tik Tok. Così, per dire.

Va da sé che i 100mila visitatori non son mica tutti scimmiati dei social, per carità. Di sicuro un bel po’ di ticket li hanno strappati i genitori con nani al seguito, che hanno trovato nelle stanzette del museo delle occasioni wow per divertirsi. Tra le tante installazioni potete trovare il gioco di specchi Free your power, il soggiorno sottosopra Change perspectives, la composizione di lampadine colorate Be bright, le già citate altalene Sky is not the limit. Il pezzo forte, meta di grandi e piccini, è sicuramente la mega vasca di palline rosa, in cui tuffarsi senza ritegno e senza vergogna con l’unica accortezza di indossare dei copri-scarpe. Ci sta.

Ma c’è pure il pungiball da boxeur con scritto Anxiety, top per gli Imbruttiti in cerca di un anti-stress. Il progetto è nato da un’idea delle fondatrici di Postology, le designer milanesi Elena e Giulia Sella. A funzionare è stata quindi l’idea di sfruttare la brama degli Instagram-victim di avere a disposizione, in un unico spazio, diversi sfondi fighi per le foto, ma anche quella di proporre concetti di ispirazione (“Cambia prospettiva”, “Liberati dall’ansia”) attraverso stanze nelle quali muoversi, giocare e interagire. Interessa? Il Museum of Dreams resterà aperto fino al 27 marzo. Gli orari sono lunedì-giovedì 11-20, venerdì 10-20, sabato e domenica 9.30-20.30. I biglietti sono acquistabili presso la biglietteria della mostra senza costi di prevendita o tramite il sito TicketOne. Taaac!

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