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Food&drink
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Che la farina di insetti fosse uno dei nuovi trend in fatto di cucina, già si sapeva. L'anno scorso persino Beppe Grillo aveva proposto di utilizzare gli insetti nei menù delle mense scolastiche come "alternativa sostenibile alle proteine tradizionali presenti nella carne e nella soia". Piaccia o non piaccia, sempre più aziende stanno guardando con interesse a questa possibilità, ma tocca ammettere che i pregiudizi sono ancora un botto. Dei pregiudizi, però, pare fregarsene altamente Pane & Trita, in quel di via Muratori 27, che nel suo menù ha inserito una novità assoluta, il Grillo Cheeseburger, primo hamburger con farina di grillo, disponibile in edizione limitata al costo di 13,90 euro. 

"Sarà una delle mode del futuro, e noi cerchiamo di anticiparla", ha raccontato al Corriere Pabel Ruggiero, titolare di Pane & Trita. "L’idea l’avevamo già da un anno, aspettavamo solo che fosse fattibile". La fattibilità è arrivata lo scorso 24 gennaio, quando l’Unione Europea ha approvato il nuovo regolamento che autorizza l’utilizzo e il commercio della farina del cosiddetto Acheta domesticus, che sarebbe poi il grillo domestico. L'hamburger è fatto con una base vegetale e all’impasto è aggiunta farina di grillo, che arriva direttamente da un allevamento in Germania. Si aggiunge poi pane artigianale verde, scamorza fusa, cavolo viola, patata americana crispy e salsa.

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panetrita

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C'è da dire che il panino, realizzato in collaborazione con Soul-K, food-tech company italiana che studia e produce ingredienti personalizzati per il canale della ristorazione, è molto instagrammabile, cosa che farà felice influencer e pseudo tali. Sul successo dell'hamburger verde, quelli di Pane & Trita non hanno dubbi: "I milanesi amano le novità e le sperimentazioni. E tutto ciò che suscita curiosità, attrae. E poi, al di là dell’aspetto provocatorio, è un novel food, è un passo in avanti: un cibo molto proteico ma anche sostenibile, a livello di impatto ambientale inquina un decimo rispetto ad altre carni. Bisogna guardare al futuro", come ha spiegato Ruggiero.

Dando un'occhiata ai commenti sotto il post, si intuisce che molta gente non è ancora pronta al grande passo. "Ma state scherzando spero. Nel dubbio altro cliente perso", "Che schifo. Chi va da pane trita è complice della diffusione di questi alimenti nel nostro paese… non mi vedrete mai più", "Gli insetti sono tossici agli umani e coi ristoratori dovreste essere i primi a non farne uso! Sono schifata!". Figa, un cicinin esagerati, no? In compenso, c'è anche chi commenta "C'è gente che mangia interiori alla brace, panini con milza, trippa, fegati, cervelli, e ci si scandalizza per una farina di grillo", "Personalmente non l'ho mai assaggiata quindi non posso giudicare. Se da millenni viene usata in altre culture non penso proprio sia nociva". Insomma, il grillo ci è parecchio divisivo.

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