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Lavori in corso a Baggio: in arrivo nuove abitazioni e il secondo parco verde più grande di Milano

Sta partendo un bel progettino che riguarderà Piazza d’Armi, una vastissima area verde compresa tra la Caserma Santa Barbara, i magazzini militari di Baggio e l'ospedale San Carlo Borromeo e via delle Forze Armate.

Imbruttiti, vivete in zona Baggio? O magari state cercando casa da quelle parti? Potrebbe essere, eh, perché pare che il quartiere sia uno dei pochissimi in cui gli affitti stanno scendendo: -1,1% rispetto al 2021, che fa effetto se si pensa alla media milanese del +11,2%. In ogni caso, potrebbe interessarvi sapere che in quel di Baggio si sta lavorando a un bel progettino che riguarderà Piazza d’Armi, una vastissima area verde compresa tra la Caserma Santa Barbara, i magazzini militari di Baggio, quasi completamente demoliti nel giugno 2020, l’ospedale San Carlo Borromeo e via delle Forze Armate.

Cosa sta succedendo in questa zona? Succede che Invimit, la Sgr controllata dal ministero dell’Economia e delle Finanze, sta girando tra Stati Uniti, Europa e Medio Oriente per cercare investitori che mettano del cash sul project immobiliare che rilancerà Baggio, e che farà spuntare nella zona un botto di nuove abitazioni e un macro parco verde. Che sarà – pensate – il secondo parco verde più grande di Milano dopo il Sempione. Bomba. Quelli di Invimit ci tengono a precisare che ci sarà anche qualche negozietto, ma no centri commerciale e no insediamenti industriali, per carità. “L’area è collegata alla città con la metropolitana, così da renderla a portata di mano; la città dei 15 minuti: sostenibile, efficiente e accessibile ai più. In corso a Milano ci sono operazioni di sviluppo a Sesto San Giovanni e sugli scali ferroviari, ma Piazza d’Armi rappresenta la novità per gli investitori”, ha spiegato al Corriere Giovanna Della Posta, amministratrice delegata di Invimit.

Mancano soltanto i soldi, perché il progetto è bello che avviato: le attività propedeutiche alle bonifiche sono partite, gli ortisti abusivi sono stati mandati fuori dalle balle, le baracche demolite e, insomma, tutto è stato ripulito. Trovare gente che metta la grana non dovrebbe essere un problema, come confermato dall’ad. “Parlo con gli investitori internazionali. Dai tedeschi Ece e Union Investment real estate fino al Public Investment Fund (Pif) in Arabia Saudita. Ma anche Ardian o Savills. Cerchiamo i più bravi, li corteggio tutti. Spiego che i nostri progetti sono a condizioni di mercato, in trasparenza, con obiettivi di sostenibilità”. Giusto per capirci qualcosa con i numeri: l’asset Piazza d’Armi vale circa 80 milioni di euro, valore in via di definizione. Come spiegato dalla Della Posta, per lo sviluppo ci vogliono altri 500 milioni, ma l’obiettivo è quello di decuplicare il valore del terreno. Top!

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