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Fuga dalla City: sono sempre di più i milanesi che si trasferiscono nell’Oltrepò

Da una ricerca del Think Tank The European House - Ambrosetti è emerso che un botto di gente di Milano si è trasferita in campagna. Strascichi del lockdown?

Ma ve lo ricordate lo scorso anno bisestile che bello scherzone ci ha tirato?! Verso la fine di febbraio cominciano a chiudere le scuole e… taaac! Tempo neanche dieci giorni siamo tutti a casa: c-h-i-u-s-i in casa… che in una città come Milano per molti vuol dire stipati in un mono o biocale: e se hai gli ape e i meeting in ufficio e la casa è solo una cuccia frega niente, ma alla prima settimana da reclusi quelli soli hanno pensato di impazzire e quelli a casa con partner e figli sono impazziti veramente. C’è chi ha fatto la spesa a rate pur di uscire di casa, c’è chi ha trasformato un metro quadro di balcone nell’ultimo baluardo verso l’aria aperta e c’è chi si è comprato 2 cani pur di raddoppiare il giro dell’isolato (dove “giro dell’isolato” stava proprio per “passeggiata del recluso”). E comunque ho visto cani arrancare.

Insomma, quel periodo mega sbatta che tutti ricordiamo come lockdown è iniziato esattamente quattro anni fa e noi Imbruttiti ce lo ricordiamo bene! Prima ci nascondevamo di più, forse mentivamo anche un po’ a noi stessi e un po’ agli altri ma… settimana di clausura dopo settimana di clausura, fra un meme e l’altro su penne lisce, tuta da ginnastica, capelli ingovernabili e pelo superfluo fuori controllo, abbiamo scoperto di essere tantissimi e all’improvviso tutti con un’inspiegabile voglia di andare a vivere fuori Milano.

Roba mai successa prima, anche noi abbiamo sognato un giardino, una villetta a schiera o addirittura una cascina. Una posto, insomma, dove anche ci avessero costretti a stare chiusi altri due anni avremmo potuto permetterci di avere un pezzo di prato dove sgranchirci, almeno una stanza tutta per noi (meglio due) e chilometri di strade dove andare a correre anziché salire e scendere i dieci piani di scale del condominio.

Ovviamente non abbiamo immaginato di andare poco dopo la tangenziale. Nooo, noi volevamo la collina e una campagna aperta come la pronuncia della e di bicicletta (non ce ne vogliano i puristi della dizione). Ed eccoci qua, quattro anni dopo, belli larghi e comodi, distribuiti fra Oltrepò pavese, Lomellina, Oltrepò mantovano e Oglio Po: tutti posti che prima avevamo avvistato al massimo alle elementari sul libro di geografia. Dimenticato la consueta allergia alle graminacee che ogni Imbruttito vanta in pedigree, ci siamo lanciati a briglia sciolta verso un fuori porta spinto ma che si può fare anche in giornata. E lo dice il Think Tank The European House – Ambrosetti, mica nespole!

D’altronde, è stata proprio una fotografa milanese ad animare la rinascita di Golferenzo, acclamato come uno dei borghi più belli d’Italia e come primo albergo diffuso certificato in Lombardia con piscina e resort. Mojito vista collina e puccio incorporato. Quelli fra noi più temerari si sono spinti ancora più su, fino a Varzi e Zavattarello, ma nei dintorni la sanno lunga anche Santa Maria La Versa e Montù Beccaria. In Lomellina, invece, abbiamo scoperto anche il perché del suo nome: il borgo antico di Lomello e il suo castello, che non è il nome di una compagnia di avanspettacolo bensì di un centro dove noi Imbruttiti ci siamo accorti che si può vivere flat non solo per la tariffa del cellulare. 

Cambiando zona, qualche imbruttito ha raggiunto anche Oltrepo Mantovano e Oglio Po, dove abbiamo anche fatto un po’ gli intellettuali tra ecomuseo Terre d’Acqua, Casalmaggiore e la sua vita culturale pazzesca, Viadana con i cinque musei del MuVi e il Parco Oglio Sud. Certo ragazzi, la campagna è bella ma il pendolarismo un po’ meno. Quelli di noi che non mollano l’auto nemmeno a pregarli passano al volante ore (perché il lockdown è finito e lo smartworking pure) e quelli che fanno gli ecologici completano l’imbruttimento aspettando i treni delle suburbane. Di sicuro in lockdown siamo stati fermi… ma mai quanto sui regionali!

Autrice: Daniela Faggion

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