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Se quest’estate non volete rotture di balle, andate in vacanza nella città più isolata al mondo

Parliamo di Edimburgo dei Sette Mari, remoto e intrigante insediamento dell'isola di Tristan da Cunha, che ospita meno di 300 abitanti e ha un solo pub.

Siete stufi di passare le vacanze a Santa Margherita Ligure facendo code infinite da Fiordiponti? Riccione è fuori questione, a causa del sovra-affollamento delle spiagge? Tranquilli! Abbiamo il posto anti-rotture, apposta per delle vacanze all’insegna della pace. Nel cuore dell’Oceano Atlantico meridionale è presente un piccolo angolo di mondo dove il tempo sembra essersi fermato: Edimburgo dei Sette Mari. Questo remoto e – diciamolo – molto intrigante insediamento, ospita meno di 300 abitanti e ha un solo pub. Non solo: zero distrazioni digitali, visto che internet è out of the question. Siete presi bene? Ok, l’unico sbatti è che è un po’ complicato da raggiungere, servono sei giorni di navigazione.

Edimburgo dei Sette Mari è l’unico insediamento dell’isola vulcanica di Tristan da Cunha, parte di un arcipelago omonimo. Situata a quasi 3.000 km da Cape Town, Sudafrica, e a 2.000 km dall’isola di Sant’Elena, anch’essa territorio d’oltremare britannico, questa isola è chiaramente uno dei luoghi più isolati del pianeta, posizionata tra il Sud America e l’Africa. Quale nota storica? La comunità è formata da discendenti di una decina di britannici che si stabilirono qui all’inizio del 1800 per prevenire eventuali tentativi francesi di liberare Napoleone, prigioniero a Sant’Elena. Dopo un’eruzione vulcanica negli anni ’60, l’isola fu evacuata, ma gli abitanti tornarono nel 1963, includendo anche due famiglie italiane trasferitesi nel 1892. L’isola non dispone di un aeroporto. Durante l’anno sono programmati solo dieci viaggi, quindi capirete che l’accesso all’isola un’impresa è piuttosto elitario (e speciale).

Beh, ma che si fa qui? Eh no, non ci sono sale bingo o disco bar. Se volete una night life da sballo, allora prenotatevi Mykònos. Le attrazioni sono infatti ben poche. Ci sono un campo da golf, due chiese, un museo e centro di artigianato. L’unico bar, l’Albatross, si trova all’interno della Prince Philip Hall, accanto a un ristorante e un supermercato con scorte per i visitatori. Che comunque, non è niente male. La vita sull’isola è easy peasy: gli abitanti sono per lo più agricoltori, pescatori o funzionari pubblici, e vi è solo un medico disponibile.

Per chi desidera visitare questo remoto angolo di mondo, è necessaria una pianificazione meticolosa. È obbligatorio inviare una richiesta via email all’amministratore dell’isola, specificando il motivo della visita, le date, la nazionalità, l’età, il mezzo di trasporto e l’alloggio desiderato. Ogni visita deve essere autorizzata dal Consiglio dell’isola e i visitatori devono avere un’assicurazione sanitaria che copra eventuali evacuazioni mediche a Cape Town, oltre a fondi sufficienti per l’intero viaggio. Insomma, bello sbatti. Ma volete mettere la gioia di essere veramente out of office?

Autrice: Francesca Tortini

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