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Il Gud Vista Darsena ha chiuso: “Troppo pericoloso, Milano sembra il far west”

"Una volta c’erano i controlli, ora è il far west" ha spiegato il titolare Ugo Fava, intervistato da La Repubblica. "Oggi la Darsena non attira più come un tempo perché è pericolosa.

Ah.

Presente il Gud Vista Darsena, il locale all’inizio della Darsena dove spesso ci siamo fatti uno Spritz fronte acqua che manco fossimo in Costa Azzurra? Bè, chiude. Dopo otto anni di onorata carriera, il 3 settembre ha deciso di mollare. Più che altro raga, peso per il motivo: “Troppo pericoloso restare aperti“

“Una volta c’erano i controlli, ora è il far west” ha spiegato il titolare Ugo Fava, intervistato da La Repubblica. “Oggi la Darsena non attira più come un tempo perché è pericolosa. Tra microcriminalità, scippi e atti vandalici, i dipendenti non volevano più venire a lavorare. E quando la voce è iniziata a girare, i clienti hanno smesso di frequentare la zona.”

Non è solo questione di sicurezza: anche il mancato profitto ha fatto la sua parte. Negli anni il fatturato si è dimezzato, ma i costi – soprattutto l’affitto – sono rimasti notevoli. Il colpo di grazia è arrivato con il nuovo bando del Comune per la gestione del locale, andato deserto: su undici sopralluoghi, zero candidature. Nessuno se la sente di riprendere in mano la baracca.

Simone Lunghi, conosciuto come “l’Angelo dei Navigli”, ha commentato con amarezza su Facebook: “Questa mattina il Vista Darsena non ha aperto per la prima volta dopo anni di onorata attività. Più di una volta i vandali hanno gettato tavolini e sedie in acqua, a volte anche di giorno, terrorizzando la clientela. Per noi era un punto di appoggio fondamentale.”

Ma com’è possibile che uno dei locali più iconici della Darsena sia finito così? Secondo Fava, le istituzioni hanno abbandonato la zona, lasciandola in balia del degrado. “Un tempo c’era un presidio fisso, ora siamo soli.” E questo isolamento ha portato al crollo di una realtà che aveva iniziato come un faro per i milanesi, trasformandosi in un simbolo della crisi che affligge una delle zone più amate ma allo stesso tempo problematiche della città.

E visto che si parla tanto del sindaco della notte, forse è il caso di accelerare le pratiche per istituire una figura che – si spera – possa iniziare a risolvere la situa, consentendo a chi vive la sera e la notte di non andare in sbatti.

Autrice: Francesca Tortini

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