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Lifestyle
temu

Pensati miliardario. No, non è un corso di manifesting per fare soldi. O meglio, i soldi si fanno eccome, solo che li fa qualcun altro. Tipo Temu, il nuovo colosso delle vendite online con un valore di mercato di circa 170 miliardi di dollari. E qual è il loro claim? "Compra da miliardario". Bravo Temu, se avessi i soldi.

Sarcasmo a parte, diciamolo: tutti vorremmo fare shopping senza troppi pensieri. E Temu ha puntato proprio su questo: prezzi super competitivi promettendo comunque qualità. Magia? Non penso. Ma vediamo come questo nuovo arrivato nel settore delle vendite online sia passato da "Zero a Hero" in un lampo. (E se non avete capito la citazione di Hercules, disonore sulla vostra mucca. Sì, questa è da Mulan).

Ma chi c’è dietro Temu?

Anche se il lancio è avvenuto a Boston nel 2022, dietro Temu c'è PDD Holdings, un’azienda cinese nel settore tecnologico con sede a Shanghai. E chi tira i fili? Colin Zheng Huang, ex ingegnere di Google e adesso signore dei miliardi. PDD si è buttata subito nell’e-commerce con due piattaforme: Temu per il mercato globale e Pinduoduo per il mercato cinese.

Come si regge in piedi un business che punta sui prezzi stracciati? Sul sito di Temu c’è scritto che la piattaforma mette in contatto diretto i consumatori con milioni di venditori, produttori e marchi. Cioè, tagliano fuori gli intermediari e tengono i prezzi bassi. Sì, ma basta questo? Ovvio che no.

Semplice: pubblicità e marketing a martello. Adv a raffica con sconti, vendite flash e occasioni imperdibili. Non si risparmiano su nulla. Per capirci, nel 2023 hanno addirittura comprato uno spazio pubblicitario al Super Bowl per promuovere l’app negli USA. Risultato? Un botto.

Secondo Sensor Tower, a settembre dello stesso anno, Temu era già in cima alla classifica delle app di shopping più scaricate negli Stati Uniti. Sempre nel 2023, l’app arancione sbarca anche in Italia (in altri Paesi europei c’era già dal 2022) e ovviamente qui fa il botto. Fatturato record: +123% nel quarto trimestre e quasi 32 miliardi di dollari di fatturato totale.

Ma in Europa è tutto rose e fiori?

Spoiler: No. L’Europa piace a Temu, ma l’Unione Europea ha un paio di regole in più rispetto agli USA. Sentito parlare del Digital Service Act? È una normativa comunitaria sui servizi digitali che ti costringe a rispettare un bel po’ di regole.

E se hai più di 45 milioni di utenti al mese diventi una VLOP (Very Large Online Platform) e le norme aumentano. A maggio 2024, Temu conta 75 milioni di utenti mensili nella sola Europa. E qui scatta il controllo della Commissione Europea che si concentra su tre problemi:

. Mancanza di trasparenza
. Prodotti illegali o non sicuri (leggi "contraffatti")
. Meccanismi di ricompensa che potrebbero creare dipendenza

Insomma, non proprio benissimo.

Inoltre, come rivelato dal Dataroom di Milena Gabanelli, Temu vende a prezzi bassissimi prodotti di aziende cinesi spesso sconosciute e talvolta non conformi alle normative europee, e i profitti finiscono nei paradisi fiscali, al riparo dalle imposte. Ecco spiegato il giochino, facile facile.

Temu risponde: “Nessun problema, ci pensiamo noi”

Ovviamente, dalla casa madre fanno sapere che stanno lavorando con la Commissione Europea per "creare un mercato sicuro e affidabile per i consumatori”. Ok, ma c’è puzza di supercazzola lontano un chilometro.

Nel frattempo, tra indagini e un mercato in generale un po’ ballerino, i risultati per il 2024 non sono proprio il massimo: fatturato da 50 miliardi di dollari, che uno dirà "Mica poco!”. Certo, ma quando punti a cifre ancora più alte, significa che qualcosa è andato storto. Risultato? Perdita del 6% sui 12 mesi.

Come andrà a finire? Lo scopriremo. Intanto però, una domanda sorge spontanea: qualcuno è davvero riuscito a prendere il tablet a zero euro su Temu? O è una leggenda metropolitana? Fateci sapere!

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