
La primavera è iniziata. E, come le allergie, tornano i trend di stagione. Li abbiamo visti sulle passerelle della fashion week di settembre e ora eccoli, pronti a perseguitarci. Uno fra tutti? La visiera in paglia di Prada. Proviamo però ad andare oltre il mio naturale astio per le visiere — che senso ha infatti avere un accessorio che ti copre gli occhi e ti fa bollire la testa? — e guardiamo il quadro d’insieme.
La nostra Miuccia, insieme a Raf Simons, ha presentato negli spazi della Fondazione Prada una collezione fuori da ogni schema. Fatta e pensata con l’intenzione di non rientrare in nessun canone estetico prestabilito. Una collezione che prende spunto dai modelli passati della Maison per unirli in un nuovo stile senza età. Capi iperfemminili uniti a tagli più definiti e androgini. Materiali delicati che si mischiano a quelli metallici. Detto così pare un gran rebelot, e invece funziona tutto. O quasi.
Per quanto, infatti, abbia apprezzato molti dei look (il mio regno per l’abito lungo in satin color crema), una cosa proprio non l’ho capita: la visiera in paglia con la lente a specchio.

E, per essere sincera, quando l’ho rivista per la prima volta sul sito non avevo capito che fosse lo stesso capo della passerella. La reazione è stata: "Uh, guarda la cuccia per il cane". E sia chiaro, ero proprio convinta. Insomma, Prada gli accessori per animali li fa. Poi leggo il nome del prodotto e ops! A mia discolpa, guardate la prima foto (in cover, sulla sinistra) e poi mi saprete dire.
Cenere in testa e vado avanti leggendo la descrizione: "Una visiera ispirata all’estetica space age… completata da un'ampia lente a specchio" Vero, la lente a specchio cambia molto la prospettiva e vista indossata su una modella è sicuramente meglio della prima impressione. C’è un ma: mi ricorda troppo una versione country della mascherina di Cyclope degli X-Men. E non ti dà quella vibe di figaggine che invece dovresti sentire indossando un capo unico. E sicuro non è una vibe spaziale. In tutti i sensi.
Altro problema, oltre al prezzo — che, se non l’ho ancora detto, è di 2k belli belli — è il materiale principale: poliestere riciclato. Allora. Miuccia. Nostra diva della passerella. Nostro faro dell’italianità all’estero. Nostra musa che punta allo spazio. Per giustificare i 2000 euro di questa visiera, me la devi fare in cryptonite come minimo. La indosso e scompaio come con il mantello dell’invisibilità. Dalla lente a specchio mi deve uscire un raggio laser. Qualcosa.
Come sempre però, nella moda ognuno ha i suoi gusti. E forse sono io che non capisco (o forse no?), un po’ come per certe opere di arte contemporanea. Quindi fatemi sapere: per voi la visiera di Prada in paglia è un accessorio must-have dell’estate o da viaggio di sola andata su Marte?
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