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Quelli della Gen Z fingono di lavorare ma in realtà cazzeggiano: parliamo di task masking

Ci sono milioni di ricerche per l’hashtag #taskmasking e milioni di visualizzazioni di video sui social per regalare tips utili a chi non ha voglia di lavorare.

Ve l’abbiamo detto che la Gen Z ha un modo tutto suo di lavorare?!

Ma sì che ve l’abbiamo detto: alla parola carriera, i Gen Z scappano (qui il brief, se ve lo siete perso), e adesso si scopre che in ufficio bluffano alla grande. Digitano furiosamente sulla tastiera, telefonano in continuazione, sbuffano ogni 10/15 minuti… ma è tutto finto! Non stanno scrivendo né parlando con clienti o colleghi: sono solo incazzati neri di essere dovuti tornare a lavorare in presenza e quindi mettono in atto il cosiddetto Task Masking (e come poteva non esserci un nome anche per questo?!).

Fingono di controllare l’agenda, segnano appuntamenti inesistenti, si preparano a riunioni che nessuno ha convocato, si muovono rapidamente per l’ufficio con il laptop sottobraccio, si collegano a videocall mai programmate… ma in realtà non combinano una mazza. La filosofia alla base di questo faticosissimo far niente è:

“Caro datore di lavoro, mi vuoi in ufficio per controllare che io lavori?! E io ti frego facendo finta di lavorare!” . La cosa pazzesca è che i Gen Z si sono inventati addirittura i tutorial per insegnare a cazzeggiare, perché pure la fantasia di recitare spontaneamente e di improvvisare li fa stancare troppo.
E noi che pensavamo che Frank Gramuglia ce l’avessimo solo noi… ma figurati!

Ci sono milioni di ricerche per l’hashtag #taskmasking e milioni di visualizzazioni di video su TikTok in cui ragazzi spiegano come controllare i social e WhatsApp da desktop (ma davvero non lo sapevate?!), e come non farsi sgamare a far niente. E quando tocca presentare qualcosa al capo? Semplice: c’è ChatGPT, che qualcosa la cava sempre fuori!

Da qualche giorno non si parla d’altro anche sui nostri siti, ma in realtà è almeno un anno che questa roba è trend sui social. Ovviamente, con un’impennata negli ultimi mesi del 2024, quando i colossi dell’industria mondiale hanno cominciato a richiamare minacciosamente i dipendenti in sede. Così, quelli che non sono riusciti a fregare i colleghi fermandosi alla macchinetta del caffè (non avete letto???), hanno pensato bene di organizzarsi diversamente: sbuffi a comando, finte ricerche online, dita frenetiche sulla tastiera… un vero e proprio copione da seguire dalle 9 alle 17, cinque giorni su sette.

Autrice: Daniela Faggion

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