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Il colore Pantone 2026 è un bianco etereo come antidoto all’ansia. Come lo commentiamo?

Si chiama Cloud Dancer, è un bel bianco candido e sporchevole, perfetto per districarsi fra le cacche dei cani sui marciapiedi milanesi
10 Dicembre 2025

Il Pantone Color Institute ha parlato. E se non sapete che cos’è il Pantone Color Institute recuperate in fretta perché siete pur sempre nella città della moda e del design. L’autorità mondiale in fatto di tendenze cromatiche e consulenze sul colore ha scelto il Cloud Dancer per il 2026. Più che un colore, un SOS: una bandiera bianca alzata a chiedere una tregua agli anni che stiamo passando. Sarà che li abbiamo cominciati con una pandemia, ma questi Anni Venti proprio non sembrano lasciarci in pace… e allora vai di bianco etereo come antidoto all’ansia collettiva. La tonalità promette calma e leggerezza, come quella che si prova stando con il naso all’insù a osservare le nuvole.

Ah no, siamo a Milano e quello è smog… Pazienza, dai!

Ma parliamo del colore

Secondo Pantone, il bianco 2026 – primo bianco in assoluto scelto come Color of the Year – non serve solo a dipingere pareti o ad alleggerire passerelle: serve a ricordarci che sarebbe il caso di mettere in “pausa” l’assordante playlist del mondo moderno. Dopo anni di notifiche, feed infiniti e stimoli visivi non sempre edificanti (come le immagini dalle guerre a poche ore d’aereo da casa) ecco il colore che cura la FOMO e invita a ritrovare il respiro e la voglia di lavorare per la pace.

Naturalmente, la scelta del Pantone Institute è motivatissima e il motivo – che immagino spiegato con il tono serissimo che solo chi studia i colori e i fondi del caffè può avere e con la voce di Carlo Verdone versione hippie di “Un sacco bello” – è molto urgente. La società è entrata in una fase di iperstimolazione permanente: a furia di guardare tutto, leggere tutto, sapere tutto e rispondere a tutto, ci siamo dimenticati che cosa significhi semplicemente non fare nulla. E allora – kaboom! – riscopriamo il brivido della tabula rasa e dell’horror vacui: il bianco Cloud Dancer prova a offrirci un ripiano mentale per il nostro cervello sovraeccitato, una sedia ergonomica per la coscienza sovrastimolata, un angolino tiepido dove gli occhi possono smettere di ansimare scrollando all’impazzata.

Naturalmente il mondo della moda aveva già capito tutto mesi fa, perché gli stilisti hanno un sesto senso – o semplicemente ficcano bianco ovunque, che tanto poi non devono candeggiare loro. Le passerelle internazionali si sono riempite di chiarissimi chiffon, organze e volumi gonfi come se le modelle stessero per decollare. Il bianco, però, non è stato il solito “non-colore”: è diventato una dichiarazione di ribellione morbida: elegante ma senza voler impressionare; cool ma con un’anima da pigiamone deluxe; perfetto su tutto, compresi i ricordini dei milioni di cani milanesi che non arrivano mai in tempo all’area cani.

Il beauty non poteva ovviamente tirarsi indietro. Addio eyeliner marcati, addio rossetti che urlano più della sveglia del lunedì. Il 2026 sarà l’anno del minimal angelico: ombretti candidi, lucidalabbra trasparenti e manicure total white che fanno un po’ crocerossina, un po’ prima notte di nozze (di una volta). È la rivincita del make-up che si nota solo se lo guardi da vicino con la luce del bagno… quindi se avete esagerato con il botox e le punturine sono tutti fatti vostri.

E poi c’è l’interior design, che con Cloud Dancer trova la scusa perfetta per riportare tutto alla purezza di paesaggi nordici (sì, perché a Milano non nevica da un pezzo e quando nevica il bianco dura poco). Ambienti luminosi, forme morbide, tessuti soffici, stanze che sembrano progettate da meditatori seriali. Bello eh?! Ma io penso a quei poveretti che hanno traslocato e messo una parete Mocha Mousse perché era il colore 2025… Oppure, a quei poveretti come me che hanno Attila e la guerriera Bona Lombardi come figli e il bianco candido alle pareti hanno dovuto archiviarlo presto.

Comunque, noi ve lo abbiamo detto e adesso siete liberi di scegliere. Sappiate solo che la scelta del colore dell’anno è frutto di analisi, studi, osservazioni e, immaginiamo, discussioni epiche su quale sfumatura racconti meglio di qualunque altro lo spirito del tempo che stiamo vivendo. Pantone sostiene che ogni nuance possa essere un filo invisibile che ci mette tutti in collegamento. E se il 2026 è stato riassunto con un soffice bianco, forse significa che abbiamo tutti voglia di starcene un po’ con la testa fra le nuvole.

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