Presente quando vi rompete in fila ai controlli in aeroporto, oppure quando vi sembra che anche andare a Santa (Margherita Ligure) sia ormai un’impresa? Abbiamo pronto il pensiero che renderà tutto più easy: un viaggio nel tempo fino al 2050, quando gli spostamenti saranno roba da fantascienza, per giunta con meno bagagli da imbarcare (forse).
Slow tourism a distanza
Secondo gli espertoni di tendenze future Tom Cheesewright, futurologo (!), e Alastair Reynolds, ex astrofisico divenuto autore di fantascienza, lo status symbol dei prossimi decenni potrebbe non essere più l’ultimo smartwatch o l’attico in centro, ma potersi concedere tre mesi di vacanza e lavoro vista oceano, oppure su una spiaggia tropicale.
Addio due settimane frenetiche in agosto a sgomitare sulla spiaggia e a stare in fila per la foto di rito: la tendenza prevede spostamenti lunghi, per vivere davvero i posti che si vanno a visitare, trovando sia il tempo per imparare a fare surf e immersioni, sia quello di lavorare e mantenere un filo con la vita di casa. Lo chiamano “turismo lento” e prevede di mettere in equilibrio relax e videocall con capo e colleghi. Ammesso che in Italia qualcuno vi conceda questo privilegio: certi datori di lavoro piuttosto si farebbero tagliare un mignolo.
Taxi volanti e voli elettrici
Nel futuro della mobilità urbana ci saranno taxi volanti (o almeno così li chiamano adesso), pronti a sollevarvi dal traffico come se foste in un videogioco e a farvi planare elegantemente sopra gli ingorghi delle metropoli.
Non immaginate navicelle di fantascienza: progetti di veicoli elettrici a decollo e atterraggio verticale (gli eVTOL) sono già in fase avanzata di test e sviluppo da parte di aziende come Joby Aviation e Archer Aviation, con voli sperimentali e programmi pilota attivi per portare taxi elettrici nei cieli urbani entro pochi anni.
E mentre succede questo, anche i voli tradizionali si stanno trasformando: i collegamenti a corto raggio potrebbero diventare interamente elettrici, rendendo aeroporti e cieli un po’ più silenziosi e molto meno inquinanti.
Crociere nello spazio
Per i più ricchi (e coraggiosi), l’ultima frontiera del turismo pare essere lo spazio. Non solo voli suborbitali “mordi e fuggi” all’edge of space, ma anche ascensori spaziali e hotel geostazionari con spa a gravità zero, come previsto dalle analisi più ardite. Qui, tra massaggi fluttuanti e cocktail in orbita, il problema non sarà l’overbooking ma l’overgravity.
La vecchia auto di famiglia? Un ricordo nostalgico come il walkman di Max di Stranger Things. Nel 2050 la proprietà dell’auto potrebbe essere roba da museo, sostituita da servizi di mobilità in abbonamento: pod urbani, veicoli autonomi e robotaxi senza conducente saranno pronti a portarvi da Lambrate a Baggio senza che voi dobbiate neanche girare la chiave, né tantomeno cercare parcheggio.
Ah, e naturalmente scordatevi anche la vecchia pompa di benzina. In un futuro nemmeno troppo lontano la chiameremo “hub di ricarica e logistica automatica”, e coordinerà anche gli spostamenti di mezzi pesanti, furgoni e droni.
Tra sogno e realtà
Certo, dopo tutti gli investimenti spaziali di Elon Musk quasi non ci stupiamo più di niente e anche il pensiero di andare su Marte ci sembra meno “marziano”. Però, anche senza le mani di grandezza del tycoon, alcune tendenze non sono affatto lontane: dalle auto autonome che già girano in test, ai primi taxi volanti per il trasporto urbano, il mondo della mobilità (e quindi dei viaggi) conoscerà nel giro di pochi decenni una vera e propria rivoluzione.









