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Ferie illimitate e congedo parentale retribuito al 100%: perché il nuovo contratto Fater è uno dei più avanzati in Italia

Per quanto riguarda le ferie illimitate, il sistema di Fater diventa più flessibile, lasciando maggiore autonomia nella gestione delle pause dal lavoro.
17 Marzo 2026

Peccato che Fater non si trovi a Milano, dobbiamo dirlo. Altrimenti, la joint venture tra Angelini Industries e Procter & Gamble (mercato dei prodotti assorbenti per la persona in Italia e nei prodotti detergenti per la pulizia dei tessuti e della casa in Italia e altri 38 paesi nel mondo) sarebbe davvero un ottimo posto in cui far volare il nostro curriculum. Sì perché se non è lo stato a tutelare i dipendenti, ogni tanto ci pensano le aziende stesse.

Fater – che si trova a Pescara e dintorni – ha infatti appena rinnovato il proprio contratto integrativo aziendale introducendo una serie di misure piuttosto avanzate per il panorama italiano. Il nuovo accordo, valido per il periodo 2025-2028, riguarda oltre 1.400 dipendenti a tempo indeterminato ed è stato approvato tramite referendum dal 95% dei lavoratori. Un consenso quasi unanime che racconta bene come sia stato accolto all’interno dell’azienda.

Ferie illimitate anche per impiegati e operai

La novità che ha attirato più attenzione riguarda senza dubbio il tema delle ferie illimitate. Oh, wow.

In realtà Fater non parte completamente da zero: questo modello era già previsto per dirigenti e quadri. Con il nuovo contratto, però, l’azienda ha deciso di fare un passo ulteriore, estendendo questa possibilità anche a impiegati e operai con orario giornaliero.

Non significa che si possa sparire dall’ufficio per mesi, eh. Significa piuttosto che il sistema diventa più flessibile e meno rigido nel conteggio dei giorni, lasciando maggiore autonomia nella gestione delle pause dal lavoro, sempre nel rispetto dell’organizzazione aziendale. È un modello che si basa molto su fiducia e responsabilità reciproca tra azienda e dipendenti. Che bella cosa.

Più tutele per genitori e famiglie

Un altro capitolo davvero importante del nuovo contratto riguarda la genitorialità, con diverse misure pensate per sostenere chi ha figli o sta per diventare genitore.

Le neomamme in interdizione lavorativa riceveranno l’integrazione salariale fino al 100%, mentre i tre mesi facoltativi di congedo parentale saranno completamente retribuiti, superando quindi l’80% previsto dalla normativa nazionale. Vabbè, avanguardia pura.

Anche la quattordicesima continuerà a maturare durante il congedo parentale, evitando penalizzazioni economiche in una fase della vita in cui le spese familiari spesso aumentano.

Un altro dettaglio interessante riguarda il congedo di paternità di 90 giorni, che sarà riconosciuto integralmente anche ai lavoratori part-time. Una scelta che punta a garantire lo stesso trattamento a tutti i genitori, indipendentemente dal tipo di contratto. Applausi.

Welfare aziendale rafforzato

Accanto alle politiche familiari cresce anche il welfare aziendale, con alcune misure pensate per offrire un sostegno concreto ai dipendenti.

Tra le novità più significative c’è l’introduzione di un contributo una tantum di 50 mila euro destinato agli eredi nel caso di decesso di un dipendente con figli minorenni o non autosufficienti. Un intervento pensato per garantire una tutela economica alle famiglie nei momenti più difficili.

Nel frattempo viene rafforzato anche il Fondo di Solidarietà aziendale, che supererà i 250 mila euro all’anno per sostenere le spese sanitarie dei dipendenti.

Premi più alti e buoni pasto in aumento

Il nuovo contratto porta anche alcuni miglioramenti diretti sul fronte economico.

Il premio di partecipazione crescerà progressivamente di 100 euro all’anno per tre anni, fino a raggiungere 2.700 euro nel 2027-2028, naturalmente al raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Anche i buoni pasto aumenteranno nel tempo, arrivando a 7,50 euro nel 2026 e a 8 euro nel 2027.

Un modello di lavoro sempre più flessibile

Quella intrapresa da Fater non è una scelta improvvisa. Già nei mesi scorsi il General Manager Antonio Fazzari, in un’intervista a Business People, aveva sottolineato la volontà dell’azienda di continuare a investire sul benessere delle persone e su un modello organizzativo più moderno.

Il nuovo contratto integrativo rappresenta quindi un ulteriore passo in questa direzione.

In un momento in cui il dibattito sul lavoro spesso ruota attorno a precarietà, riduzioni di costi o licenziamenti, il caso Fater racconta un approccio diverso: investire sulle persone, puntare su flessibilità e welfare e provare a costruire un ambiente di lavoro più sostenibile. Per gli standard italiani, non è poco. Anzi, è decisamente avanti. Dai, amici di Fater, piazzatela una sede anche a Milano!

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