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A Bergamo c’è un bar che fa pagare il bagno a chi non consuma: “I turisti entrano solo per la toilette”

“Se entri e mi chiedi di usare il bagno, te lo faccio pagare un euro”, spiega in un video pubblicato su Instagram Agostina Barbano, figlia dei proprietari.
17 Marzo 2026

A Bergamo c’è un bar che ha deciso di mettere un piccolo freno a un’abitudine sempre più diffusa tra i turisti (e non solo eh): entrare, usare il bagno e uscire senza ordinare nulla. La soluzione? Un cartello semplice: se non consumi, il bagno costa un euro. Ci sta.

Succede al Fuoriporta House Bar, locale situato al piano terra di un boutique hotel affacciato su Porta Sant’Alessandro, una delle zone più frequentate di Città Alta. Qui il via vai di visitatori è continuo e, a quanto raccontano i gestori, negli ultimi tempi la situazione è diventata super sbatti.

Se entri e mi chiedi di usare il bagno, te lo faccio pagare un euro”, spiega in un video pubblicato su Instagram Agostina Barbano, figlia dei proprietari. Il reel ha raccolto centinaia di commenti e ha acceso il dibattito sui social.

Il motivo della scelta è piuttosto semplice: troppa gente entra nel locale solo per usare la toilette. “Questa è una delle vie più trafficate di Città Alta e proprio per questo tantissimi turisti ci chiedono di usare il bagno senza neanche consumare”, racconta Barbano. “Immaginate se dicessimo di sì a tutti”.

Turisti che usano il bagno e se ne vanno

Secondo lo staff del locale, capita spesso che alcune persone entrino direttamente nell’hotel, al piano superiore, per cercare il bagno senza chiedere nulla. Manco la classica bottiglietta d’acqua dai.

Succede che salgano in hotel per usare la toilette senza dire niente”, continua Barbano. “Così si manca di rispetto ai clienti dell’hotel, a quelli del bar e soprattutto a chi lavora qui”. Da qui anche la provocazione lanciata nel video: “Ma secondo voi io vengo a fare i bisogni a casa vostra?”.

Il bagno a pagamento fa discutere sui social

La decisione del bar, riportata anche da Bergamonews, ha diviso parecchio l’opinione pubblica online.

Molti utenti stanno dalla parte dei gestori. “Dovrebbero farlo tutti i locali, così si eviterebbero tanti problemi”, scrive qualcuno nei commenti. Un’altra persona aggiunge: “È un servizio a tutti gli effetti, è giusto pagarlo. Anzi, io sarei disposta a pagare anche più di un euro”.

C’è anche chi fa notare che quando si è in giro, magari con bambini, trovare un bagno può diventare una piccola impresa. “Sarebbe utile avere servizi a pagamento ovunque”, scrive un’altra utente. E poi c’è chi la mette sul piano dell’educazione: “Un euro è troppo poco per l’ignoranza di chi si comporta così”.

Le critiche: “È un esercizio pubblico”

Non tutti però sono d’accordo con la scelta del locale.

Alcuni commentatori fanno notare che si tratta comunque di un esercizio pubblico e che vietare l’uso del bagno potrebbe non essere corretto. Altri suggeriscono una soluzione più semplice: tenere la toilette chiusa a chiave e darla solo ai clienti.

Ma anche questa, spiegano i titolari, non è una strada praticabile. A raccontarlo, come riporta Repubblica, è Melissa Salcedo, titolare dell’hotel che gestisce la struttura insieme al compagno da due anni. “Fortunatamente lavoriamo molto, soprattutto nei weekend”, spiega. “Ma proprio per questo servirebbe una persona dedicata solo a consegnare e riprendere la chiave del bagno”.

Il problema, dice, è diventato talmente frequente da creare situazioni paradossali. “Ci è capitato di avere lo staff fermo dietro il bancone perché nessuno stava consumando, mentre c’era la fila per il bagno. Come si può lavorare così?”.

Il Comune: “Serve buon senso da entrambe le parti”

Sul tema è intervenuto anche Sergio Gandi, assessore al Commercio del Comune di Bergamo.

Secondo l’assessore la soluzione non dovrebbe essere una guerra tra turisti e commercianti, ma una questione di buon senso. “I turisti dovrebbero capire che quando si entra in un bar sarebbe buona norma ordinare almeno un caffè prima di usare il bagno”, spiega. “Allo stesso tempo gli esercenti dovrebbero ricordarsi che a volte le persone possono avere delle necessità”.

Gandi ricorda anche che in Città Alta ci sono quattro bagni pubblici a disposizione dei visitatori. Forse sono pochi? Vai a sapere.

Bagno a pagamento: si può fare?

Dal punto di vista normativo, la questione non è così semplice. Secondo l’assessore, far pagare l’uso del bagno non sarebbe propriamente consentito, perché il servizio igienico non rientra nell’oggetto dell’attività di un bar. In ogni caso, almeno per ora, il problema sembra più teorico che pratico.

“La verità è che il cartello c’è, ma non ci mettiamo certo a rincorrere le persone per chiedere un euro”, ammette la titolare del Fuoriporta House Bar. “Finora nessuno lo ha mai pagato davvero. Forse dovremmo essere più fiscali… chissà”.

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