Lavorare da casa può essere comodo, ma non sempre è efficiente. Spesso il problema non è la mancanza di motivazione: è la postazione di smart working improvvisata. Tavolo troppo basso, luce sbagliata, cavi ovunque, sedia instabile. Risultato: distrazioni, fastidi fisici (alzi la mano chi non ha la cervicale) e produttività che è molto altalenante.
La buona notizia è che non serve trasformare casa in un open space aziendale con badge e macchinetta del caffè. Con alcune scelte mirate — pratiche e coerenti con i vostri spazi — potete ottenere un setup che funziona davvero: ergonomico, ordinato, piacevole da usare e sostenibile nel tempo. Non vi fidate? Pf, miscredenti.
Ecco 5 idee concrete per rendere la vostra postazione più comoda e professionale, senza complicarvi la vita.
1. Scrivania e layout: la base
Palese che la base di tutto sia la scrivania. E no, le ginocchia non sono una scrivania. Occhio a non puntare solo sull’estetica, ma su una superficie utile e stabile. Se lavorate con portatile, monitor esterno e documenti, una profondità ridotta vi costringe a stare troppo vicino allo schermo e a sacrificare l’ordine. Meglio una scrivania che vi permetta una distanza visiva comfy e di appoggiare gli avambracci senza lavorare “in sospensione”.
Che sennò poi vi tocca sganciare qualche centone all’osteopata.
Conta anche il layout: posizionare la scrivania vicino a una fonte di luce naturale (senza controluce diretto) aiuta a mantenere energia durante la giornata. Se lavorate in un angolo, curate la parete di fronte o laterale con una soluzione semplice — una mensola, un pannello fonoassorbente, un colore neutro — per creare un contesto ordinato. Evitiamo di aver davanti la biancheria sporca, ammassi di cavi e fili o la spesa da sistemare, che lo sbattimento è dietro l’angolo. Il cervello ama gli spazi leggibili: meno casino visivo, più concentrazione.
2. Monitor e altezze, non bisogna cannare
Magari a voi sembra che la vostra postazione sia ok, e invece c’è un problema bello grosso: lo schermo è troppo basso. E quando lo schermo è basso, il collo scende, le spalle chiudono e la postura “crolla” senza che ve ne accorgiate. Vogliamo dare soldi anche al fisioterapista? Non so, fate voi. Se lavorate con un portatile, alzarlo è spesso la prima mossa intelligente: un supporto (anche semplice) portalo schermo a un’altezza più corretta. Li vendono ovunque e costano una cavolata, zero scuse.
Poi entra in gioco la regola pratica: occhi circa all’altezza della parte alta dello schermo e schiena appoggiata, senza inseguire lo schermo con la testa. Siamo forse a una partita di tennis? Se usate un monitor esterno, verificate anche la distanza: troppo vicino stanca, troppo lontano vi fa protendere in avanti. Un altro dettaglio che cambia tutto è la posizione di mouse e tastiera: devono permettere di tenere i gomiti vicino al corpo, con avambracci supportati. È la differenza tra “resistere” e lavorare in modo davvero confortevole. Il collo vi ringrazierà, e pure le spalle.
3. Scegliere la sedia è TUTTO
Se state seduti molte ore, la sedia è un investimento sulla vostragiornata. Il punto non è avere un oggetto “da design”, ma una seduta che vi aiuti a mantenere una posizione naturale e a cambiare assetto senza affaticarvi. Ecco perché le sedie da ufficio hanno senso anche in casa: sono pensate per sostenere schiena, bacino e postura in modo continuativo.
Certo ce ne sono un botto, quindi cosa valutare? Stabilità, supporto lombare (anche semplice), seduta non troppo morbida e un’altezza che consenta ai piedi di appoggiarsi bene a terra. Se la sedia è troppo alta e le gambe restano sospese, la postura si irrigidisce; se è troppo bassa, vi chiudete in avanti. Se volete un aiuto extra senza stravolgere l’arredo, potete aggiungere un piccolo cuscino lombare o un poggiapiedi: spesso bastano dettagli minimi per migliorare drasticamente la sensazione di supporto durante call e sessioni lunghe.
4. Occhio a luce e atmosfera
L’illuminazione è la grande sottovalutata dello smart working. Una luce sbagliata non solo stanca gli occhi, ma aumenta irritabilità e calo dell’attenzione. Abbiamo davvero bisogno di essere più irritabili di quanto non siamo già? Essù. L’obiettivo è avere una luce uniforme, con una fonte principale e una di supporto, evitando ombre nette sulla scrivania e riflessi sullo schermo.
Perché dobbiamo spendere soldi anche per il collirio? Per rendere subito più “professionale” la vostra postazione, potete usare questa mini-checklist operativa:
- Lampada da scrivania orientabile per illuminare il piano senza riflessi sul monitor
- Luce ambientale morbida (non sparata) per evitare contrasti eccessivi tra schermo e stanza
- Posizionamento laterale della fonte luminosa rispetto al monitor, così da ridurre abbagliamento
- Temperatura colore equilibrata per non avere l’effetto “ospedale” o, al contrario, una luce troppo calda e soporifera
- Sfondo ordinato in video-call, anche solo con una parete pulita o una libreria semplice
5. Non dimentichiamo ordine e tecnologia
Cavi in vista, accessori sparsi, caricabatterie ovunque: sono dettagli che, messi insieme, creano confusione e ci mandano in sbatti inconsapevole. Nessuno pretende che vi trasformiate in Marie Kondo, però un minimo. Un passacavi sotto la scrivania o una canalina adesiva possono eliminare il groviglio in dieci minuti. Una piccola cassettiera o un organizer da scrivania vi evita di trasformare il piano di lavoro in un deposito.
Minima spesa, massima resa.
Sul fronte tech, puntate a ciò che aumenta davvero la qualità delle ore al computer: un buon audio per call (cuffie o speakerphone), una webcam decente se fate molte riunioni e una base di ricarica stabile che non vi costringa a cercare prese ogni volta. Se condividete gli spazi in casa, valutate anche un elemento di isolamento leggero: un tappeto che riduce rimbombi, tende più spesse o un pannello discreto possono migliorare l’acustica e rendere l’ambiente più “da lavoro” senza stravolgere la stanza.
La somma di queste scelte crea un effetto chiaro: meno attrito, più continuità. E una postazione che vi invoglia a iniziare la giornata con la sensazione di avere tutto sotto controllo. A mandarvi in sbattimento, ci penserà il vostro capo, non preoccupatevi.









