Quanto guadagnano gli atleti alle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026? Spoiler: dipende moltissimo dal Paese che li manda in gara. E spesso conta più lo sponsor sulla tuta che la medaglia al collo.
Perché sì, le Olimpiadi sono il tempio dello sport romantico, ma dietro c’è anche un tema molto terreno: i soldi. Cash. Money. Dindini, chiamateli come volete. Premi, bonus, contratti pubblicitari, diritti di immagine. E le differenze tra una nazione e l’altra sono cla-mo-ro-se.
Mettiamola giù semplice: c’è chi per un oro si porta a casa quasi un milione di dollari e chi invece vince “gloria, onore e una stretta di mano”.
Non tutti gli olimpici sono ricchi (anzi)
A Milano Cortina 2026 ci sono circa 2.900 atleti da oltre 90 Paesi. Ma l’idea che tutti vivano di sport è abbastanza fantasy. Nella maggior parte degli sport invernali i premi gara sono relativamente bassi e la vera differenza la fanno: sponsor, campagne pubblicitarie, bonus contrattuali e accordi post-medaglia
Una medaglia olimpica, oltre al valore sportivo, è un moltiplicatore commerciale: sblocca premi già previsti nei contratti e apre porte nuove con i brand. Ma solo per chi è “spendibile” mediaticamente.
La più pagata di Milano Cortina 2026
La regina degli incassi è Eileen Gu, superstar dello sci freestyle. Specialità: big air, halfpipe, slopestyle.
Negli ultimi 12 mesi ha incassato circa 20–23 milioni di dollari, cifra che la mette tra le atlete più pagate al mondo in assoluto, non solo ai Giochi invernali. Molto più degli incassi sportivi pesano le sponsorizzazioni: moda, lusso, sportwear, automotive, beverage. È testimonial globale, modella, volto di campagne internazionali. I premi gara per lei sono palesemente quasi solo un contorno. Il grosso arriva fuori dalle piste.

Non male l’hockey su ghiaccio
Diverso il discorso per l’hockey maschile: a Milano Cortina ci sono i giocatori NHL, e qui i numeri cambiano. La lega ha uno stipendio minimo stagionale attorno ai 775.000 dollari, e molte star viaggiano sopra i 10–15 milioni.
Il più pagato del torneo è Auston Matthews, attaccante dei Toronto Maple Leafs: oltre 15 milioni di stipendio sportivo più circa 5 milioni extra da sponsor. Totale: intorno ai 20 milioni. Non abbastanza per battere Eileen Gu, ma comunque non male come “gettone presenza”.
Quanto paga ogni Paese per una medaglia olimpica
Qui la faccenda diventa interessante. Perché i premi statali cambiano tantissimo. Ci sono Paesi che staccano assegni pesantissimi:
- Singapore: circa 787.000 $ per l’oro
- Hong Kong: circa 768.000 $
- Polonia: circa 355.000 $ + pacchetto premio deluxe (pensione anticipata, borsa di studio, appartamento, auto e altri bonus)
- Kazakistan: fino a 250.000 $ e premi anche ai piazzati
- Italia: circa 180.000 € oro, 90.000 € argento, 60.000 € bronzo
Poi c’è la fascia intermedia: Cipro, Bulgaria, Lituania, Kosovo, Spagna, Grecia — tutti sopra o attorno ai 100.000 dollari per l’oro, con varianti su gare individuali e staffette.
E i Paesi “tirchi”?
Dall’altra parte della classifica trovi chi paga poco — o zero.
- USA: 37.500 $ per l’oro (ma con bonus paralleli diversi)
- Svizzera: circa 64.000 $
- Brasile: circa 67.000 $
- Australia: circa 13.000 $
- Argentina: circa 8.000 $
- Nuova Zelanda: premio simbolico attorno ai 3.000 $
E poi ci sono nazioni come Gran Bretagna e Irlanda che non prevedono bonus diretti per le medaglie olimpiche. Vinci, festeggi, grazie e arrivederci.
Gli Stati Uniti hanno un modello diverso: premio medaglia relativamente basso, ma sistema parallelo di supporti. Dopo una maxi donazione privata al comitato olimpico, ogni atleta olimpico e paralimpico statunitense riceverà circa 200.000 dollari a prescindere dal risultato. Non male come rete di sicurezza.









