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Milano Cortina 2026, preservativi finiti in tre giorni al Villaggio Olimpico (e qualcuno li rivende online)

La conferma è arrivata anche dal portavoce del CIO, Mark Adams: nuove forniture sono già in arrivo perché la domanda ha superato le stime iniziali.
16 Febbraio 2026

Al Villaggio Olimpico di Milano Cortina le scorte di preservativi sono andate sold out in tempo record: circa 15mila pezzi terminati in tre giorni su una prima fornitura pensata per 2.800 atleti. Un ritmo molto più alto delle previsioni. Hai capito gli atleti??? La conferma è arrivata anche dal portavoce del CIO, Mark Adams: nuove forniture sono già in arrivo perché la domanda ha superato le stime iniziali.

Vogliamo lasciare gli sportivi senza protezione? Sia mai.

Vai coi numeri

I numeri fanno subito notizia: 1.500 uomini e 1.300 donne presenti nel campus, con una media teorica di diversi pezzi al giorno a testa. Ma ridurre tutto al solito mito del “Villaggio Olimpico festa continua” è troppo facile. Chi è dentro racconta una realtà più normale: allenamenti, gare, recupero, stress e pochissimo tempo libero. Evidentemente, però, in quel poco di tempo libero che avanza, ci si diverte eccome. E ci si tiene in allenamento.

La distribuzione gratuita di preservativi alle Olimpiadi di Milano Cortina non è una novità né una stravaganza dell’edizione italiana. È una prassi attiva dalla fine degli anni ’80, nata come misura di prevenzione sanitaria e portata avanti in tutte le edizioni successive, estive e invernali. Ci sta.

Per Milano Cortina la prima dotazione era di circa 18mila pezzi totali: esauriti quelli maschili (15mila), mentre risultano ancora disponibili parte dei 3mila femminili. La Fondazione organizzatrice ha già ordinato un ulteriore lotto da 5mila unità. Ufficialmente: “domanda superiore alle attese”. Ufficiosamente: se le stanno godendo parecchio, queste olimpiadi.

Il video social

A parlare della situa è stata anche la pattinatrice Olivia Smart, portabandiera della Spagna alla cerimonia inaugurale. In una storia pubblicata sui social, l’atleta ha mostrato preservativi e assorbenti “brandizzati” con il logo dei Giochi e della Regione Lombardia. “Per tutti quelli che si domandano qualcosa sui profilattici olimpici: li ho trovati. C’è tutto, hanno tutto: c’è tutto quello di cui hai bisogno nel Villaggio Olimpico”.

Il video è stato rilanciato anche dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, fierissimo della scelta come parte integrante dell’assistenza sanitaria garantita durante l’evento. “È una prassi olimpica consolidata e un tema che non deve creare imbarazzo”, ha dichiarato.

E non te lo fai il business?

Come succede con gadget, spille e kit ufficiali, c’è chi ha deciso di trasformare anche questi in memorabilia. Online sono già comparse inserzioni di preservativi del Villaggio Olimpico in vendita su piattaforme di second hand a oltre 100 euro a confezione. Sì, davvero. Scatolina brandizzata, loghi ufficiali e confezione intatta: per qualcuno è già oggetto da collezione. Non è la prima volta che capita: a ogni edizione c’è chi li mette in valigia come souvenir e chi prova a monetizzare. Marketing involontario, diciamo così.

Guardando allo storico delle forniture, i numeri cambiano molto in base a dimensioni e stagione dei Giochi. A Rio 2016 erano stati distribuiti circa 450mila preservativi. Nelle edizioni invernali le quantità sono sempre più basse: intorno ai 100mila tra Sochi e Vancouver, con un leggero aumento a Pyeongchang. Si sa, sole mare e caldo stimolano di più la libido, freddo e neve un po’ meno.

Milano Cortina si colloca quindi su numeri più contenuti, ma comunque il divertimento non manca.

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