Una nuova polemica è servita, oggi, a Milano. Parliamo in particolare di gelato, e soprattutto del suo prezzo. Tipo: è normale pagare UNA PALLINA 2,90 euro?
Ad accendere la discussione ci ha pensato Irene Rizzi, attrice e volto noto di Donnavventura, che ha pubblicato un video diventato rapidamente virale. “Non è per far polemica, però Milano, gelato, 2,90, cono o coppetta comunque 2,90”, dice nel video. Poi avvicina il cono alla camera, lo mostra bene, e parte lo sfogo: “C***o è? 2,90 ‘sta cosa?”.
Segue test pratico. Morso. Poi un altro. “Cioè, finito. Tre morsi, finito”.
Ma quanto costa davvero una pallina
Il punto non è solo il prezzo in sé, ma il rapporto quantità-prezzo. Quello che fino a qualche anno fa era un piccolo sfizio accessibile, oggi sembra entrare ufficialmente nella categoria “micro lusso urbano”.
Girando per Milano, soprattutto nelle zone centrali, trovare una pallina sotto i 2,50 euro è ormai raro. E i 2,90 euro segnalati nel video non sono affatto un’eccezione. Anzi, per molti è quasi la norma. C’è chi nei commenti racconta di aver pagato anche 3,70 euro per una quantità simile. WTF!!!
Certo, dipende dalla gelateria, dalla zona, dalla qualità degli ingredienti e da tutta la narrativa che ci gira attorno. Bla bla bla. Ma la percezione resta: il gelato sta diventando sempre di più una coccola di lusso.
Colpa dei prezzi o delle scelte?
Come sempre succede quando si parla di Milano e prezzi, i social si sono divisi in due squadre abbastanza nette.
Da una parte c’è chi dà ragione a Irene Rizzi: prezzi fuori controllo, quantità ridicole e sensazione generale di essere presi un po’ in giro. Dall’altra, invece, c’è il partito del “basta scegliere meglio”: Milano è piena di gelaterie valide, anche in centro, con prezzi più onesti. Basta saperle trovare.
In mezzo, la realtà. Perché è vero che esistono alternative più economiche, ma è altrettanto vero che il trend generale dei prezzi è in salita. E che, soprattutto nelle zone più battute, il gelato sta seguendo lo stesso destino di aperitivi, caffè e ristoranti: sempre più caro, sempre più esperienziale, sempre meno quotidiano.
La domanda, alla fine, è questa: il gelato a Milano è ancora una cosa semplice o sta diventando un piccolo status symbol?









