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Dalla bocciofila alla vineria cinese: 8 nuove imperdibili aperture a Milano

Si parte dalle proposte di due star della cucina in TV, che si mettono coraggiosamente alla prova con noi chev, si sa, non facciamo sconti a nessuno.
8 Aprile 2026

Ci sono tante, ma tante di quelle novità in zona, che a volerle smaltire tutte non basterebbero cinquanta giorni di tapis roulant. Si parte dalle proposte di due star della cucina in TV, che si mettono coraggiosamente alla prova con noi chev, si sa, non facciamo sconti a nessuno. Poi c’è il trend del vino orientale che non mostra segni di cedimento, uno spazio multifunzionale very cool e una cantina privata tutta da scoprire. Carichi? Pronti a strisciare? Dai che si parte.

UFO

Dove: Via Orobia, 26

Format straconsolidato e di sicuro successo quello della bocciofila hipster un po’ fighetta che strizza l’occhio al popolare nostalgico. Un “si stava meglio quando si stava peggio” di design, dove il cibo funge da aggregatore. In quest’epoca egoriferita c’è sicuramente la voglia di riassaporare la sensazione di sentirci circondati da esseri tridimensionali in carne e ossa, che magari ci stanno anche sulle balle, ma hanno il pregio di respirare la nostra stessa aria. UFO è una location post-industriale dove soddisfare questo bisogno: Unconventional Form of Opportunities nate dall’unione di cibo, musica, iniziative culturali, gioco, dove incontrarsi e magari trovare il grande partner commerciale della nostra vita. Le grandi multinazionali del tech sono nate così.

Bonci – Pizza in Teglia

Dove: Via Piccinni, 3

Hype a manetta, aspettative over the top per l’arrivo di Bonci a Milano. Dopo aver girato l’Italia alla scoperta delle panetterie più recondite, si mette in gioco in prima persona nel campo centrale di ogni business: Milano, dove la competition è pane per i nostri denti. Le sue pizze sono già leggenda, espressione di una filosofia che abbraccia l’intera filiera con una ricerca della qualità e della tracciabilità dei prodotti. La pizza è romana – in teglia, leggera e croccante – e gli abbinamenti vanno dai classicissimissimi ai più inusuali, come quella con le polpette, icona del suo Pizzarium. Già che ci siamo, vale la pena aprirsi un po’ lo stomaco con i supplì, che sprizzano sugo e frittura da tutti i pori. Un pasto bello ricco, perfetto in regime di digiuno intermittente.

Sfoglia Pastry bar

Dove: Via Piccinni, 3

Eh, ma a voi non la si fa! Sicuro che lo avete già notato: questo locale si trova proprio gomito a gomito con quello di Bonci. Stessa strada, e anche stesso livello di notoriety, dato che il boss è Tommaso Sfoglia, quello di Cake Star. Via Piccinni diventerà mica la hall of fame della gastronomia televisiva? Chi può dirlo; nel frattempo, dopo un bel trancio di pizza (o prima, noi non giudichiamo), ci sta anche di fermarsi ad azzannare una bella sfoglia. Perché il nome dice tutto: qua il millefoglie regna incontrastato in tutte le declinazioni possibili e immaginabili — crema, amarena, pistacchio, tiramisù, ma anche salate, con alici di Cetara e Veggy. “Fai una cosa e falla fottutamente bene”, deve averla pensata così. Appoggiamo.

Renen Wine

Dove: Largo Bellintani, 2

Antenne dritte perché qua si rischia il botto. Preparatevi a una versione di cicchetti e vinello in salsa cinese, un’accoppiata che promette faville. Da Renen Wine si lavora per portare in tavola delle etichette di livello, non il solito Prosecchino o bianco da Giargiana che spesso funesta le carte dei vini dei ristoranti del Sol Levante. Qua si lavora duro proprio per far coesistere un Pinot Noir con uno dei bao preparati secondo la tradizione dallo chef Akai, per un finger food davvero fusion. Le nostre papille gustative saranno abbastanza internescional? No panic, ci sono anche taralli, grissini e formaggi, magari da abbinare ai vini cinesi per procedere per gradi.

Arcane Wines

Dove: Via Cerano, 15

Ci voleva proprio qualcuno che, invece di condividere stories, ha deciso di condividere delle bottiglie. Gli vogliamo già un po’ bene, quindi, a Fabio Cagnetti, globetrotter del vino, collezionista raffinato che ha deciso di condividere il suo patrimonio enologico con noi, che nel frattempo bruciavamo i nostri migliori anni nelle sale riunioni. Arcane Wines non è solo un’enoteca: è un diario di viaggio, un piano interrato dove è possibile trovare e degustare vecchie annate, produzioni uniche e bottiglie introvabili, che Fabio ha raccolto durante il suo pellegrinaggio. Detta così mette anche un po’ in soggezione, ma il suo principio guida è: “Berlo questo vino. Senza paura”. Francamente, l’unica nostra paura è quando finisce. Ah, c’è anche una sala delle torture per chi ordina uno spritz.

Osteria Formentini

Dove: Via Formentini, 2

Sentirsi a casa, ma in Brera. Dato che è impossibile farlo con la metratura calpestabile, possiamo farlo a tavola da Osteria Formentini, dove la cucina regionale italiana viene proposta in chiave contemporanea. I famosi piatti della nonna (che nessuno l’ha mai vista, questa nonna, forse perché è sempre in cucina), dal più classico al più classicissimo, come trofie al pesto, pasta alla Norma, risotto alla milanese con ossobuco, tutto servito in quei piatti dal design rustico dove viene voglia di fare la scarpetta. Qua non si viene per instagrammare, ma per mangiare al top e sentirsi coccolati da chi la ristorazione la conosce davvero.

POP – People of Pizza

Dove: Via Cappellari, 3

Gino Sorbillo apre il suo fast food della pizza e il concetto è di una semplicità sconvolgente: 9,90 € per margherita, fritto e bibita. No, dico, nove e novanta. Non è una fake news, è tutto vero. Vari menù a scelta, totem digitali per ordinare, servizio rapido, con la volontà manifesta di riportare la pizza a essere un prodotto accessibile. Al posto delle fries: crocchè, frittatine di pasta, graffe fritte. Lo ripetiamo per chi non ha realizzato: nove euro e novanta. Dopo un decennio di pizze gourmet potremmo non essere pronti.

RITO

Dove:Via Maiocchi, 18

Aggiornare subito il colazion checker e infilare Rito nella voce “novità da provare ASAP”. Lo specialty coffee tira più di un pelo di (fate voi), e qua si prende sul serio, ma come dice un vecchio adagio finlandese, non basta uno specialty a fare una colazione, e così dolci e salati possono accompagnare solo. Ottime le brioche, squisito il brunch, con quei piatti che si ordinano solo per far sentire la pronuncia e che ci danno sempre l’impressione di essere a Södermalm o a Exarchia. Poi vabbè, si esce e si sale sulla novanta: breve, ma intenso.

Autore: Francesco Cellini

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