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Ci sono meno locali perché alla Gen Z non interessa l’alcol? È tutto da vedere, ma intanto…

GIovani indifferenti all'alcol e alle sbronze... Nemmeno la birra sarà più la stessa!
3 Febbraio 2026

Se – come noi – spesso fantasticate di darvi non tanto all’alcol, quanto alla sua rivendita con un chiringuito, abbiamo due dritte fondamentali sulla clientela, specialmente quella più giovane. Eh sì, torniamo a parlare di GenZ, questa volta per il suo (presunto) disinteresse nei confronti dell’alcol, visto che alcuni dati diffusi in Rete (non si sa quanto verificati) parlano di -87% di alcolici consumati da parte loro.

A noi non sembra una generazione di astemi, sennò non ci spieghiamo le orde di ragazzini che troviamo il sabato sera in Piazza Leonardo a fare improbabili mix di energy drink e Amaretto di Saronno. Però, continua a girare con insistenza la voce che sia una generazione indifferente al fascino della sbronza… A dire il vero sembra una generazione indifferente al fascino di qualunque cosa, ma non siamo qui per sermoni da boomer: vogliamo capire come butta il business dei locali se (davvero) i ragazzi non bevono più.

Alla Gen Z non interessa l’alcol?

Cerchiamo di essere più precisi. La leggenda metropolitana dice che i Gen Z “non bevono” (e i meme rincarano la dose) perché sono più attenti alla salute e ai social media. La realtà dice questi ragazzi “bevono, ma a modo loro“, anche perché molti non hanno ancora raggiunto l’età legale per acquistare alcol, quindi le statistiche non li riescono a intercettare.

Diciamo che bevono meno e meno spesso rispetto a quanto facevano i Millennials alla stessa età e, per un motivo puramente economico – meno soldi in tasca alla stessa età – si fanno passare la voglia di bere fino a sfondarsi. Quindi pub, locali e ritrovi devono organizzarsi, perché che non basta più proporre giri infiniti di chupitos e birre per riempire i tavoli e la cassa.

Per forza o per amor di salute, per la Gen Z alcol e socialità non sono più un’accoppiata vincente. A noi vecchi sembra per certi versi incomprensibile, ma ‘sti ragazzi non dicono più “usciamo a bere”: dicono “usciamo, poi vediamo”. A quanto vediamo noi, se escono di casa è già un risultato, ma bisogna vedere se poi – quando si incontrano – riescono anche a parlare fra di loro, oltre a stare curvi come delle parentesi sugli smartphone.

E chissà che non arrivi proprio dagli schermi il disinteresse per la sbornia. Primo perché, con il cellulare in mano, il bicchiere come lo tieni? Ma soprattutto, con tutta la dopamina che parte dallo scroll dei social, che bisogno hanno di spendere soldi e prontezza di stomaco in bevande che rischiano di causare nausea, mal di testa e fastidio verso la luce dello schermo?

Attenzione, non siamo alla fine dell’alcol ma alla sua evoluzione: da caposaldo delle uscite del venerdì/sabato sera a una delle loro possibilità. Gli astrologi delle ricerche sociali dicono che, a mano a mano che la Gen Z entra nell’età adulta, una parte di essa comincia a bere “come sempre”, anche se tendenzialmente non si sfonda: così, si sono moltiplicati mocktail, bevande 0%, menù alternativi che non hanno cancellato i listini precedenti ma li hanno costretti ad aggiornarsi.

Le conseguenze di questo cambiamento fanno storia. Letteralmente. Prendete il birrificio del monastero di Weltenburg, sulle rive tedesche del Danubio, considerato il più antico al mondo perché attivo – pare – dal 1050. Quasi mille anni di produzione ininterrotta, nonostante incendi, alluvioni, guerre, bombe e rivoluzioni… che secondo l’Huffington Post si fermerà entro il 2027, quando il baluardo mondiale del luppolo fermentato verrà ceduto al birrificio Schneider Weisse. Il motivo? Il cambiamento dei gusti e del rapporto con l’alcol ha causato anni di bilanci in rosso che nemmeno le iniezioni di cash direttamente dalla Chiesa sono riusciti ad arginare.

Se quindi puntate sulla Gen Z per attirare clienti del vostro locale lavorate molto sull’esperienza che offrite, l’atmosfera che fate respirare, le prese per ricaricare lo smartphone, gli appetizer… Non preoccupatevi troppo per gli alcolici, insomma, e concentratevi sui motivi per cui uno dovrebbe alzare il suo comodo sederino dal divano e venire proprio nel vostro locale.

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