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Bosco Verticale, Solaria, CityLife: quanto costa vivere nei palazzi fighi di Milano

Cifre da capogiro per acquistare, botte da orbi con le spese condominiali... Ma vuoi mettere che vista?!
28 Settembre 2026

Comprare casa a Milano è già un’attività per gente con il pelo sullo stomaco e il conto in banca a sei zeri. Ma comprare casa dentro uno dei gioiellini che hanno cambiato lo skyline negli ultimi 10/15 anni richiede qualcosa in più: conto in banca a 7 piani, almeno, e un aplomb fuori dal comune davanti alla voce “spese condominiali”.

Uno studio di VMP-Vincenzo Monti Prestige Prime Residential ha messo in fila i valori delle torri residenziali milanesi e ne è uscito un report da capogiro:

  • 18.100 euro al metro quadrato per la Torre 1 del Bosco Verticale, in Via Gaetano de Castillia 11
  • 18.000 euro / mq per la Torre Monforte, in via Pietro Mascagni 21
  • 16.500 euro /mq per la Torre 2 del Bosco Verticale (via Federico Confalonieri 6) e Torre Solaria (viale della Liberazione 15).

Sono stime del mercato del lusso, quindi il prezzo dei singoli appartamenti non si ricava poi semplicemente moltiplicando per i metri (come per ogni casa ci sono mille variabili in ballo) ma certo danno una misura di un fenomeno che viaggia alto. Per avere un’idea, nell’agosto 2026 il prezzo medio per una casa a Milano è stato di circa 5.665 euro al metro quadrato, quindi le torri sono già di base tre o quattro volte sopra la media.

Anche ammesso di racimolare l’acconto, il mutuo, le cambiali e la vendita della nonna per l’acquisto, però, bisogna già sapere che dopo il rogito arriverà un’altra mazzata, oltre alla parcella del notaio e dell’agenzia. Con questi esercizi di stile dell’architettura residenziale contemporanea, infatti, non compri solo una metratura da infarto una tantum: devi poi pagare tutti gli anni anche le esorbitanti spese condominiali che comprendono tutti i servizi, la sicurezza, la palestra, il concierge, la manutenzione e, in qualche caso, anche la foresta che circonda il tuo terrazzo. Facciamoci un giro, calcolatrice alla mano…

Bosco Verticale

È il campione della categoria. Applicando semplicemente il valore medio dello studio, cento metri quadrati nella Torre 1 fanno 1,81 milioni di euro.

Se invece pensate all’affitto, sappiate che un annuncio aggiornato a fine agosto proponeva 121 metri quadrati a 6.500 euro al mese, con 1.500 di spese condominiali. Ergo 18 mila euro l’anno solo di condominio, utenze escluse naturalmente. Certo, ci sono portineria 24 ore su 24, vigilanza, guardia armata, sala fitness, sala riunioni e sala massaggi, però ecco… dopo un po’ potresti preferire anche meno. E non si tratta di un caso isolato, perché già alcuni anni fa una residente aveva raccontato pubblicamente di spese da 1000-1.200 euro al mese, variabili a seconda del piano e della metratura.

E poi ci sono loro, i veri proprietari del Bosco Verticale: gli alberi! Le piante sono considerate parte comune dell’edificio e la manutenzione è unica: i proprietari non possono decidere autonomamente di rimuoverle, o affidarle al vecchio giardiniere, o seguirle personalmente (nel nostro caso, ad esempio, sarebbe garantito un buoco grigio nel verde nel giro di pochi mesi!). Ci sono veri e propri “Flying Gardeners” che si calano con corde lungo le torri per le potature, mentre l’irrigazione è centralizzata e controllata a distanza. Secondo l’International Association of Horticultural Producers servono in media circa 5.700 metri cubi d’acqua all’anno, provenienti dal recupero delle acque di falda utilizzate dagli impianti dell’edificio e non dall’acqua potabile.

Non ci azzardiamo a dire che le spese condominiali servano solo “per annaffiare gli alberi”, perché di servizi ce ne sono parecchi, ma certo il verde verticale è un colore che rischia di assomigliare a quello del conto in banca dopo qualche anno.

Torre Solaria

A poche centinaia di metri dal Bosco Verticale la foresta sparisce, ma il conto resta in quota. Lo studio VMP indica 16.500 euro al metro quadrato. Con i suoi 143 metri e 37 piani, Solaria è il più alto edificio esclusivamente residenziale d’Italia.

Ma facciamoci del male con l’annuncio di un appartamento oggi sul mercato: 157 metri quadrati, terrazzo di 35 metri, box e cantina… 6 mila euro di affitto al mese più 1.250 euro di spese condominiali: altri 15 mila euro all’anno prima ancora di accendere una luce e collegare internet! Nel pacchetto entrano area fitness, party room, home theatre, meeting room e soprattutto concierge, sicurezza e property management attivi 24 ore su 24. L’effetto è quello di un albergo di lusso in cui la camera te la sei comprata e certo non ti dimentichi di tornarci.

CityLife

CityLife merita un discorso a parte perché “abitare a CityLife” può significare cose molto diverse. Fino a qualche tempo fa il quartiere era nell’immaginario collettivo soprattutto per i Ferragnez. Nell’appartamento in cui Chiara Ferragni e Fedez hanno vissuto per cinque anni, circa 477 metri quadrati, nel 2024 venivano richiesti 35 mila euro al mese. A fine di quello stesso anno il Corriere raccontò che il nuovo inquilino era il calciatore dell’Inter Marcus Thuram.

Venendo a tempi più recenti, ad agosto 2026 la richiesta media della zona era di 12.117 euro al metro quadrato per comprare e 30,04 euro al metro al mese per affittare. Cento metri quadrati fanno quindi, molto grossolanamente, 1,2 milioni all’acquisto oppure circa 3 mila euro mensili di pigione (da quanto sognavamo di scrivere questa parola!).

Poi ci sono le residenze firmate dalle archistar, che giocano nella Champions League delle tariffe. Nelle Residenze Hadid un quadrilocale da 207 metri quadrati è proposto oggi a 4,15 milioni di euro, circa 20 mila euro al metro. Il complesso offre palestra privata brandizzata Technogym, portineria, controllo degli accessi e vigilanza continua: sia mai che qualcuno apra sovrappensiero la busta dell’amministratore di condominio e venga colto da infarto.

Sul mercato degli affitti c’è persino un appartamento da 309 metri a 20 mila euro al mese, più altri 1.500 euro di condominio: 21.500 euro prima delle utenze, 258 mila euro l’anno.

stefano-romanello-CITYLIFE-unsplash

Torre Velasca

La vecchia signora dello skyline ha scelto una formula diversa. Dopo la riqualificazione di Hines, ai piani superiori sono arrivate 72 suite, residenze e attici METT, tutti in locazione: niente rogito, ma soggiorni che possono durare giorni, settimane o mesi.

Qui il confine fra casa e hotel praticamente scompare. Gli appartamenti sono arredati e vengono offerti con concierge, assistenza, pulizie, palestra e servizi alberghieri; per le permanenze più lunghe le tariffe sono su richiesta. Certo, più in centro di così puoi solo far traslocare la Madonnina.

Recappino finale

Nello skyline milanese il prezzo al metro quadrato racconta solo metà della storia. L’altra arriva ogni mese: sicurezza, portineria, palestra, spazi comuni, manutenzione, servizi e, se avete scelto il Bosco Verticale, anche qualcuno che si cala dal ventunesimo piano per potarvi l’albero maestro. La vista su Milano è compresa. Per il condominio serve il solito rene a parte, grazie.

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