A Milano non si lavora: si fa networking. Non si organizza una riunione: si fa una call. E non si rimanda: si sposta la deadline.
Gli inglesismi, ormai, sono diventati una parte integrante del vocabolario quotidiano. Ma la domanda è: li sappiamo usare davvero… o li buttiamo dentro a caso?
Per scoprirlo siamo tornati con le Interviste Imbruttite, andando in giro a testare il livello reale di “inglese milanese”. Microfono in mano e zero pietà.
Il risultato? Un mix perfetto tra sicurezza totale e conoscenza molto relativa.
C’è chi usa parole inglesi con una naturalezza disarmante, salvo poi perdersi sul significato più basico. Chi costruisce frasi intere metà in italiano e metà in inglese, creando una lingua tutta sua. E poi c’è il grande classico: usare termini super corporate anche nella vita di tutti i giorni, perché ormai non si torna più indietro.
A Milano, in fondo, l’inglese non è solo una lingua: è uno stile di vita. Un modo per sentirsi sempre un po’ più “sul pezzo”, anche quando magari non si ha chiarissimo cosa si sta dicendo.
Durante le interviste emerge una cosa abbastanza evidente: più che capire l’inglese, conta usarlo. Magari male, magari a caso, ma usarlo.
Perché nella City dire “ci aggiorniamo” è ok.
Dire “ci sentiamo per un follow-up” è meglio.
Le Interviste Imbruttite fanno esattamente questo: prendono un’abitudine quotidiana e la portano all’estremo, mostrando tutte le piccole contraddizioni che la rendono così… milanese.
Guardando il video qui sopra, probabilmente vi verrà spontaneo fare un check mentale:
ma io… quanti inglesismi uso senza accorgermene?











