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Ma lo sapete perché diciamo “Giargiana”? Ecco l’origine del termine!

Che poi sono sempre loro stessi a chiederlo: «ma cosa vuol dire giargiana?». Siete voi, Giargiana. Chi viene da un po’ fuori Milano Milano, chi viene da molto fuori Milano Milano (tipo daggiù), chi non fattura nemmeno sotto tortura, chi appende i dadi colorati dentro le macchine, chi ha fatto della canotta uno stile di […]

Che poi sono sempre loro stessi a chiederlo: «ma cosa vuol dire giargiana?».

Siete voi, Giargiana.

Chi viene da un po’ fuori Milano Milano, chi viene da molto fuori Milano Milano (tipo daggiù), chi non fattura nemmeno sotto tortura, chi appende i dadi colorati dentro le macchine, chi ha fatto della canotta uno stile di vita ma all’Esselunga non è mai entrato nel reparto deodoranti, chi non ha ancora capito, nonostante il suo Erasmus a Milano daggiù duri ormai da 9 anni, che in metro non è una gara a chi sale prima, ma bisogna farle scendere le persone… questo, ed altro, è il Giargianismo.

L’esemplare Giargiana è quanto mai contemporaneo, si annida nelle nostre circonvallazioni e sui nostri tram, prova senza capacità a mimetizzarsi camaleonticamente nei nostri uffici e nei nostri negozi, ama i piccioni di piazza Duomo, si nutre con lamentela di cotoletta ed è riconoscibile dal frequente piagnucolare del suo paesello d’origine. La convivenza forzata con questi esemplari, è stato calcolato, ha aumentato nell’ultimo biennio del 327% il numero di telefonate finte eseguite da imbruttiti per evitare di salutarli in contesti sociali importanti, e ha provocato il 23% degli sbuffi imbruttiti dell’ultimo trimestre.

Ma perché sono definiti Giargiana?

La parola ha origine proprio daggiù: nel XIX secolo, a Napoli, i suonatori girovaghi e i commercianti ambulanti che provenivano da Viggiano, paese in provincia di Potenza, parlavano un dialetto di difficilissima comprensione, e quindi il termine «ggiaggianese», ricavato dall’originario viggianese, si diffuse come nomignolo per chi utilizzava espressioni dialettali incomprensibili. La parola «ggiaggianese», dopo essere sparita, ritornò durante gli anni ’40 del 1900: durante lo sbarco alleato nella Seconda Guerra mondiale, in Campania, Puglia e Abruzzo, gli Alleati, che per i locali parlavano una lingua non comprensibile, vennero chiamati in questo modo; e in questo periodo la voce ggiaggianese si modificò, grazie all’influenza del nome proprio George, molto usato tra gli Alleati.

Il giargiana era quindi quello da fuori che non sapeva parlare e non si riusciva a far capire. Ora però le cose sono diverse… a volte.

Credit immagine di copertina

 

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