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Il rientro in ufficio è sempre un trauma. Lacrime.
Ma se per il Giargiana sono lacrime di disperazione, l’Imbruttito è commosso. Ritorna ai suoi file excel, alle sua fatture. E praticamente, si sente come se – in un tremendo sabato sera di solitudine e pioggia – gli citofonasse il sogno erotico della sua vita, nudo e coi preliminari già fatti. Gioia pura.

Sarebbe il giorno migliore dell’anno, se non fosse che, con lui, tornano anche i colleghi… Perché se a qualcuno le vacanze fanno bene, a molti fanno più che altro danni. E il primo giorno di lavoro già si vedono le conseguenze.

Non ci credete? E allora ecco la top 5 delle persone che, dopo le vacanze, nessuno vorrebbe vedere mai.

1_Il viaggiatore

Al rientro dalle vacanze ha una luce nuova negli occhi. Un medico qualunque la chiamerebbe congiuntivite, lui conoscenza del mondo. Si definisce viaggiatore, conoscitore di nuove genti e culture straordinarie. Però, quando provi a raccontargli delle tue, di vacanze, lui ti guarda schifato.
«Eh, ma tu sei un turista. Io sono un viaggiatore»
Lì per lì sembra una constatazione banale. Ma in verità, per lui, è come dire che sei più inutile della birra senz’alcol. L’insulto peggiore che si possa dire a un uomo.

E anche se ti capita di essere stato nel suo stesso posto per puro caso, le vostre esperienze sono state per forza diverse: perché tu hai visto. Lui ha vissuto.

2_L’uomo chiamato paragone

Non importa dove tu sia stato, quanto tu abbia speso, quanto bello sia il mare in cui hai fatto il bagno. Lui? Di più.

Sei stato in Grecia in una classica casetta a due metri dalla spiaggia con un mare bellissimo? La sua casa era a 12 passi di granchi dall’acqua. La casa era una modesta abitazione di un pescatore di 250 metri quadrati, con piscina al posto del soggiorno e il suo mare non era trasparente. Era in-vi-si-bi-le!

Hai mangiato in un ristorante particolare, tutto pesce fresco, spendendo una cifra che a Milano è impensabile trovare? Pure lui. Però, già che c’era, ha pensato bene di prendere il cuoco e l’ha convinto a trasferirsi in Ticinese, gli ha trovato un posto bellissimo, silenziosissimo. Ma quando gli chiedi l’indirizzo, ti guarda e sorride:
«No, vabbè, mica è venuto per lavoro. Se ho voglia, lo chiamo e cucina solo per me»

Hai trovato un volo per l’Islanda a 100 euro? Lui pure. Solo che i 100 euro gliel’hanno dati loro.

3_Il Non puoi capire

Si presenta in ufficio prima di tutti e quando qualcuno gli chiede dove sia stato, risponde soltanto: «No, vabbè, non potete capire» sollevando l’indice della mano destra a far segno di no. L’ufficio si incuriosisce e, all’inizio, tutti pensano che sia stato in posti esotici come le bellezze naturali dell’Islanda e quelle di Phi Phi Island.

E lui, sempre in lacrime: «Eh, magari! Davvero, non potete capire». La sua insistenza, allora, spinge tutti a dubitare della sua integrità mentale e si suppongono mete come la Giamaica o Amsterdam. Ma è dopo circa due settimane che si scopre la verità.

Non è andato da nessuna parte. È rimasto a casa della suocera. Calabrese. A Quarto Oggiaro, con cucina a vista, letto a vista, bagno a vista. E pure i cugini, gli zii e tutti i parenti erano a vista. Perché la casa in questione è un monolocale di 22 mq.

«Non potete capire», dice tra le lacrime.  E, ringraziando la Madonna, è vero.

4_ Il C’ho bisogno delle ferie dalle ferie!

All’inizio, sembra una gag. Poi diventa uno scassamento di balle tale che i lavori e le code chilometriche sull’autostrada sono stati un piacevole diversivo nel tuo viaggio.

Da come te la racconta, ha fatto più fatica lui in 15 giorni che Indiana Jones a trovare l’Arca Perduta e a sconfiggere i Nazisti. Millanta avventure degne di 007 ma pure del 118, squali da sconfiggere a mani nude, palme lunghe come la Milano-Torino su cui arrampicarsi. Ha visto uomini ricchi diventare poveri in un attimo, e gente senza neanche le scarpe… restare poveri perché mica li fanno entrare nei casinò vestiti così.

I colleghi lo ascoltano e annuiscono senza intervenire. Tanto la conoscono tutti la storia di quando all’esselunga ha pianto tra le braccia della guardia giurata perché i fermenti lattici vivi lo guardavano brutto.

5_Quello che non può stare senza Milano

Quando gli chiedi dove è andato, scuote la testa con disprezzo. Tutto il mondo è Giargianaland, per lui. La montagna è troppo in salita, l’India è troppo un bordello, è stato a Cuba e i mojito li fanno meglio in Darsena, Firenze vive nel Medioevo, Pompei è un ammasso di sassi, le Hawaii hanno dato un nuovo significato alla parola umidità.
«Sì, vabbè, ma il mare…»
«Più umido di lì dentro, non si può!»
Senza Milano, non resiste. E ti elenca tutto ciò di cui non può fare a meno: il traffico, la puntualità, le guglie del Duomo, il sushi.
Milano è la sua Milano, la quintessenza del suo DNA, lo smog è come il colesterolo: ce l’ha nelle vene. Ma poi, quando gli chiedi se si ferma per sorridere al rientro con un Negroni in compagnia, ti risponde che non può.

Abita a Seregno e deve prendere il treno perché vuole essere a casa all’ora di cena.

Credit immagine di copertina

 

 

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