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Altro che Belen e Bradley Cooper: il sogno degli italiani sono le vacanze child-free

“Cosa importa se sognavi Puertorico? Ma se restiamo insieme sembra un paradiso anche Ostia Lido”, canta quella vecchia volpe di J-Ax che non ha capito un fico secco: l’importante non è la fidanzata, amante, vicina di ombrellone bonazza. Ciò che interessa agli italiani è che non ci siano bambini nel raggio di chilometri! Il sogno […]

“Cosa importa se sognavi Puertorico? Ma se restiamo insieme sembra un paradiso anche Ostia Lido”, canta quella vecchia volpe di J-Ax che non ha capito un fico secco: l’importante non è la fidanzata, amante, vicina di ombrellone bonazza. Ciò che interessa agli italiani è che non ci siano bambini nel raggio di chilometri!

Il sogno proibito da Trieste in giù non è far l’amore con il proprio idolo ma godersi vacanze, pranzi, cene, passeggiate sul bagnasciuga nel silenzio e relax più totale. No a nani urlanti e genitori che se la sentono alla Christina Aguilera e rincorrono sbraitando i figli. No ai viaggi in cui il panorama fuori dal finestrino ha come colonna sonora capricci e versacci. No alle liti in spiaggia tra gang armate di palette e secchielli. No ai terremoti alti 1.2 metri che correndo sono in grado di sollevare la sabbia dell’intero litorale.

Saranno anche il più bello spettacolo dopo il big bang ma a volte, a fare bang è solo la pazienza di chi si vuole godere del meritato riposo senza alcun tipo di rotture.

Il tempo libero alla fine è quello che è, ed è giusto goderne appieno nel modo che si preferisce. È per rispondere a questa esigenza crescente che anche in Italia si sono diffuse le vacanze child-free: stabilimenti balneari, ristoranti, alberghi, compagnie aeree, luoghi di svago che non accettano categoricamente bambini all’interno delle proprie strutture.

Una tendenza che va controcorrente all’aumento di strutture che invece accettano animali. Questo perché la condotta di questi ultimi si sposa perfettamente al luogo in cui si trovano.

I bimbi – per riguardi e attenzioni – sono quasi al pari dei fidati amici a quattro zampe: c’è chi non li sopporta, chi li ignora semplicemente, e chi non può fare a meno di farsi venire gli occhi a cuoricino e le vocine da cartone animato.

Il portale AJ-com.net ci fa presente che nel Belpaese sono per ora 52 le attività che applicano la politica child-free. Contando che nel mondo sono in totale 800 e sforniamo pochi bebè, non c’è molto da stupirsi. Nello specifico si parla di: 420 (Europa), 218 (America), 61 (Asia), 32 (Oceania),69 (Africa).

Nel dubbio, un tocco di educazione e tolleranzaper tutti e verso tutti – non fa mai male.

Credit immagine copertina

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