Chiudi video
close adblock Il Milanese Imbruttito

Disabilita l'adblock

Ué grandissimo! Ti piace leggere i nostri articoli?
Allora non fare il giargiana, disabilita l’adblock
(così fai girare l’economia, taaac)!

close adblock Il Milanese Imbruttito

Ti ho beccato Giargiana!

Disabilita l’adblock (così fai girare l’economia, taaac)!

Ok

News
filippo-la-mantia-2

Nemmeno il celebre chef Filippo La Mantia ha resistito alle difficoltà economiche generate dal Coronavirus. La Mantia, noto ai più gossippari anche per essere il compagno della food blogger Chiara Maci, ha deciso di abbassare le saracinesche del suo Oste e cuoco in piazza Risorgimento. Non subito, giusto il tempo di festeggiare il Capodanno. Poi La Mantia cercherà una nuova sistemazione più piccola.

Ad annunciarlo è stato lo stesso chef a In Onda, su La7: “Da quando abbiamo riaperto il locale a maggio, sono venute tantissime persone a mangiare. Però tutte le attività collaterali del ristorante non sono più ripartite. Cene private, cene aziendali, il brunch del sabato e della domenica, le consulenze. Ho dovuto interrompere anche le collaborazioni con Brera e la Fondazione Cini a Venezia. Il mio locale è grande 1.800 metri quadrati, è molto impegnativo. Fino a febbraio scorso facevo circa 80 eventi l’anno. Ora zero. E pochissimo ripartirà. A 60 anni, perciò, bisogna essere obiettivi e razionali: sono solo, non ho soci e ho 30 persone che lavorano con me. Mi sono fatto i conti in tasca. Così non si può più andare avanti. Rischio il fallimento“.

I problemi, insomma, sono la grana e il mancato sostegno delle istituzioni. Ma La Mantia non si crogiola nel vittimismo. “Penso che in Italia ci sono 500 categorie che potrebbero aver bisogno di sostegno e noi siamo solo una delle tante”, ha dichiarato in un’intervista a Il Giorno. “Non possiamo aspettare i sussidi dello Stato, che qualcuno ci venga a dare dei soldi, ma dobbiamo darci da fare per ripartire. Bisogna aiutare piuttosto i pensionati che fanno fatica a campare. Mia mamma prende meno di 700 euro al mese, senza il mio aiuto sarebbe in seria difficoltà”.

Del resto l’affitto è una bella botta, circa 28mila euro al mese. Too much. E allora che si fa? La Mantia cercherà un nuovo locale, sempre a Milano, di “massimo 400 metri quadrati”. Sempre nell’intervista con Il Giorno, La Mantia ha commentato poi l’attuale situazione meneghina: “Abito a Milano dal 2014, arrivavo da Roma, e ho vissuto il periodo di Expo e del post-Expo in una città straordinaria, moderna e accogliente. Adesso quando giro in moto vedo una città ancora vuota. Provo un senso di angoscia, ma è in qualche modo un’angoscia sana perché non siamo di fronte a una crisi economica ma a una pandemia, a qualcosa di impercettibile, che va affrontato senza arrendersi”.

Seguici anche su Instagram, taaac!


Vai all'articolo precedenteIndietro
Il Milanese Imbruttito