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Che vita: con “Borgo Office” si fa smart working nei borghi più belli d’Italia

Il progetto Borgo Office permette di fare smart working all'interno di un'azienda agricola di un borgo aderente all'iniziativa. Quasi gratis

Tela chi la svolta per chi si è fracassato i maroni di fare smart working dal proprio buio e angusto appartamento: con Borgo Office si può lavorare a distanza immersi nel verde, nella pace e nella bellezza dei borghi più suggestivi d’Italia. Top. 

La pandemia ha reso i borghi italiani ancora più desiderabili, forse proprio per l’impossiblità di visitarli. Sicuramente per la loro bellezza, per la pace che si respira, per il contatto con la natura. Per il fatto di essere così diversi dalle città dalle quali, nostro malgrado, non ci spostiamo praticamente da mesi. Pure i borghi, però, stanno soffrendo gli effetti del virus, con il turismo a meno di zero. Per questo motivo è nato il progetto Borgo Office, per unire la domanda di chi è stufo di lavorare chiuso tra le quattro mura domestiche, e l’offerta di queste perle del nostro Paese, che ultimamente sono poco frequentate.

“È l’evoluzione del concetto di bleasure (da business e pleasure, lavoro e piacere) – si legge sul sito ufficiale – prima si prolungava la trasferta di lavoro con qualche giorno di vacanza, adesso si viaggia portando con sé il computer. Il 78% ha già deciso che combinerà le due cose”. Ecco allora la sfida di Borgo Office: selezionare aziende agricole disponibili a ospitare gratuitamente i nomadi digitali desiderosi di lavorare in smart working lontano dalle città. Ripetiamo, no cash, no grana. Gratis.

Però non fate i barboni, dai. Per ricambiare l’omaggio potete, se lo desiderate, acquistare un pacchetto di sostegno dell’azienda ospitante (pare che alla fine più che una possibilità sia d’obbligo l’acquisto. Ci sta). Potete selezionare tra diversi tagli, per sostenere l’azienda nella sua attività. In sostanza si va a generare un modello win-win-win tra i 3 soggetti coinvolti: i nomadi digitali, l’azienda agricola e il borgo. Che poi oh, adesso girare tra le regioni è piuttosto proibitivo ma se l’idea vi stuzzica tenetevela lì in saccoccia, che con la bella stagione si spera che il virus ci regalerà un po’ di tregua e potremo tornare ad andare in giro serenamente.

Qualche dritta per capire come fare per godere di questa possibilità: prima di tutto scegliete il borgo e l’azienda agricola sulla mappa o tra le proposte in evidenza. In Lombardia c’è solo un borgo aderente per ora, Bagolino, situato nell’alta Valle Sabbia, poco distante dal Lago d’Idro. Tutto molto bello: ci sono le stradine strette, i portici, le fontanelle, le piazze e il centro storico. Insomma, tutto quello che ti aspetti da un borgo medievale.

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A Bagolino, giusto per farvi capire, l’azienda agricola “mette a disposizione una camera arredata con mobili semplici ma accoglienti, con bagno esclusivo”. Numero massimo di persone: 2. A disposizione, ovviamente, il wi-fi, un workdesk panoramico, stampante, scanner e fotocopiatrice. Bella. Ma di borghi fighi ce n’è un po’ in tutta Italia. Dopo aver scelto la vostra meta, dovete compilare un modulo per scoprire le prime disponibilità presso l’azienda agricola, in base al pacchetto di soggiorno scelto.

Potete selezionare una notte, due notti o una settimana. Per non sentirvi proprio degli scrocconi è auspicabile aggiungere al pacchetto di soggiorno il pacchetto di sostegno dell’azienda agricola. Ce ne sono di tre tipi, da 100, 200 o 400 euro. E vi portate a casa un bel cestone di prodotti, più un bell’aperitivo degustazione. Che benessere.

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