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Il vostro gatto è psicopatico? C’è un test dell’Università di Liverpool che aiuta a scoprirlo

Un team di ricerca dell’Università di Liverpool si è inventato un test per verificare se un gatto è psicopatico. Nel caso è comunque possibile provare ad aiutarlo.

I gattari lo sanno, i mici sono creature misteriose. Enigmatiche. Ne combinano di ogni, e capirli è impossibile. Se ne stanno per i cazzi loro, non gli devi rompere le balle e, se vogliono, saranno loro a cercarti. Se dunque la natura del gatto è già di per sé piuttosto singolare, ci sono alcuni felini che si possono definire decisamente psicopatici. Per davvero, eh: un team di ricerca dell’Università di Liverpool si è inventato un test per verificare se un gatto è psicopatico.

Gli scienziati hanno elaborato un questionario triarchico chiamato CAT-Tri: hanno chiesto a 549 persone di indicare i livelli di tre tratti della personalità, audacia, cattiveria e disinibizione. Tre caratteristiche che corrispondono al modello triarchico della psicopatia anche nell’essere umano, legate a mancanza di empatia e di rimorso, meschinità, egocentrismo, comportamento aggressivo e altre belle qualità. Il test preliminare, coordinato dalle prof Rebecca Evans ed Emily Bethell, è stato poi sottoposto a circa 1.500 altri proprietari di gatti, in modo da perfezionarlo ulteriormente. Questa versione definitiva, la CAT-Tri+, tiene conto anche dell’ostilità verso gli animali domestici e verso l’uomo. 

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Tra le domande del test, che potete trovare a questo link, troviamo ad esempio: “Il gatto tende a frequentare posti pericolosi?”; “Esce spesso?”, “Fa salti rischiosi?”, “Combatte con altri gatti?“, “Tormenta le prede prima di ucciderle?”. E poi ancora “Socializza?”, “Mostra curiosità?”, “Solitamente salta sopra gli oggetti che utilizzate?”. “Emette suoni rumorosi senza motivo?”, “Ha un atteggiamento dominante verso gli altri gatti?”, “Ama sedersi in posti alti?”.

A ogni domanda si può rispondere in modi differenti: “Non descrive il mio gatto elemento di psicopatia, una caratteristica che si sarebbe rivelata utile per i loro antenati del passato nell’acquisizione di risorse, ad esempio cibo, territorio e occasioni di accoppiamento”, come ha spiegato la Rebecca Evans, intervistata dal Daily Star.

Se poi il test mostra livelli evidenti di psicopatia si possono adottare alcuni comportamenti volti ad aiutare il micio (e se stessi). Lo spiega la doc: “Ad esempio un gatto che ha un punteggio alto nella scala di audacia può trarre vantaggio dai tiragraffi, poiché il CAT-Tri+ suggerisce che un gatto audace ama esplorare e arrampicarsi”. Non solo: il test può essere molto utile in fase di adozione di un gatto: tipo, un micio che non va d’accordo con altri animali domestici sarà più adatto per una famiglia che non ne ha. 

Raga, se avete dubbi sul vostro cat date un’occhiata al test e fateci sapere. 

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