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Abbandonare l’ora solare? L’Europa per ora dice no (ma ci sta pensando)

Tra un mesetto scatterà il passaggio dall'ora solare a quella legale, che ci porterà giornate più lunghe e luminose. Ma perché non adottare l'orario estivo tutto l'anno? In Europa al momento si resta in attesa di un confronto fra i vari Stati.

Imbruttiti, manca poco ormai al tradizionale cambio dell’ora, quando cioè l’ora solare si darà il cambio con la più luminosa ora legale. Il change avverrà nella notte tra sabato 25 e domenica 26 marzo alle 2 di notte, che in automatico (o spostando manuamente le lancette) diventeranno le 3. Si dormirà un’ora di meno, ma vuoi mettere? Giornate più lunghe, senso di primavera più accentuato, umore più pimpante. Ma perché non ci teniamo l’ora legale forevah? Cioè, perché deprimerci con l’ora solare, che ci porta il buio alle cinque di pomeriggio? Di gente favorevole ce ne sarebbe pure, come vi avevamo raccontato qualche mese fa.

La Società italiana di medicina ambientale (Sima) si era detta favorevole, prima di tutto per avere più luce durante il giorno e di conseguenza contenere i consumi in un periodo storico dominato dall’aumento folle dei prezzi. Il mantenimento dell’ora legale consentirebbe di risparmiare, secondo le stime del presidente Alessandro Miani, “un miliardo di euro solo nel primo biennio”. Not bad. E pure l’ambiente ringrazierebbe, visto che si parla di un potenziale taglio di centinaia di migliaia di tonnellate di CO2 l’anno. L’Europa sembrava superfavorevole. Già nel 2018 il Parlamento europeo aveva approvato, con oltre l’ottanta per cento dei voti a favore, l’abolizione dell’obbligo dell’alternanza ora solare-ora legale, permettendo però agli Stati di scegliere se adottarla o meno.

Le ultime news, però, non fanno ben sperare. La Commissione europea ha deciso di non mettere mano al cambio dell’ora legale-solare, anche se in realtà sta solo aspettando che gli Stati si mettano d’accordo. “La Commissione è pronta a discutere ulteriormente con le presidenze entranti su come portare avanti al meglio la questione”, ha spiegato Adina Valean, commissaria ai Trasporti rispondendo a nome dell’intero collegio all’interrogazione dell’europarlamentare liberale Hilde Vautmans. E così la situa resta invariata: in ogni Stato membro il periodo dell’ora legale scatta alla una (ora universale) dell’ultima domenica di marzo, e termina all’una del mattino (sempre ora universale) dell’ultima domenica di ottobre. E quindi nessuno Stato membro può scegliere di adottare solo l’orario estivo e non può fare proposte in questo senso.

Il casotto è che c’è chi vorrebbe adottare esclusivamente l’ora solare, come alcuni Paesi del Nord Europa, e chi invece preferirebbe avere fissa l’ora legale, come alcuni Paesi del Sud Europa. Comprensibile. Insomma, al momento non si fanno progressi. Ma l’intenzione di continuare a discuterne c’è. Oh, vedremo!

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