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Lo smartphone vi crea dipendenza? Passate al dumbphone

Passate troppe ore a cazzeggiare tra app e social? La soluzione c'è: il dumbphone, aka il telefonino basic senza internet. Proprio come nei primi anni 2000.

Il primo passo verso la guarigione da una dipendenza è ammettere di averne una. Quindi, Imbruttiti, domandone: voi siete dipendenti dallo smartphone? Cioè passate ogni momento di pausa della vita a cazzeggiare sui social, perdete ore a guardare video di gattini e a controllare cosa fanno le altre persone mentre voi vi rincoglionite davanti allo schermo? Bene, allora abbiamo un problema. Ma tranqui, si può curare. Ad esempio mollando giù lo smartphone e adottando un dumbphone. Il termine sta ad indicare un cellulare stupido, anche se – povero – in realtà è semplicemente basico. Cioè privo di qualsiasi app e funzione possa indurvi alla dipendenza: non ha internet, niente app, no social network o email. Nada, nisba. Minimalista, come i Nokia 3310 belli belli di una volta. Ve li ricordate?

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I dumbphone hanno iniziato a diffondersi nel 2019 in Corea, dove sono acquistati soprattutto per far passare gli esami agli studenti senza distrazioni, con l’incentivo di attivare poi uno sconto per l’acquisto di un vero smartphone. Nel tempo però hanno iniziato a prendere piede come una sorta di nuovo status symbol tra chi si rifiuta di passare le giornate a controllare Whatsapp o Instagram. Possiamo dire di essere all’alba di una nuova era, quella del minimalismo digitale che piace anche moltissimo ai big manager. Tra questi Martin Cooper, inventore del primo telefono portatile (ma come, proprio lui!) secondo il quale “le persone che hanno uno smartphone lo guardano troppo, si sono fatte prendere. Sono sconvolto quando vedo qualcuno che attraversa la strada e guarda il cellulare. È una cosa molto comune, sono matti“. Il futuro, per il Cooper, è comunque luminoso. “Bisogna avere fiducia nell’umanità, e io ce l’ho. Gli esseri umani prima o poi ci arrivano”. Bah, sarà.

“Amo il mio dumbphone – ha detto la giornalista Alice O’Keeffe sul The Guardian – Ho abbandonato il mio IPhone e comprato un telefono vecchio stile, un dumbphone senza internet. Bisogna ricominciare a fermare le persone in strada per chiedere informazioni. Senza internet non abbiamo accesso al conto bancario ogni volta che vogliamo, ma ci sentiamo di sicuro più centrati, meno distratti. Per poche sterline si riconquista il proprio cervello e ciò è impagabile”. Della stessa idea devono essere anche i ragazzi del Luddite Club, di cui vi avevamo parlato tempo fa. Si tratta di liceali della Grande Mela che hanno deciso di abbandonare lo smartphone e le tante pressioni che i giovan subiscono sui social media, per adottare dei più semplici telefonini a conchiglia. Tutto molto vintage e romantico, non trovate?

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