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Ok sembra assurdo, ma adesso è possibile cucinare solo col pensiero

Gli studenti dello Stanford Vision Lab si sono inventati un dispositivo che consente di cucinare, pulire, giocare ai videogame e accarezzare il cane solo col pensiero.

Che roba allucinante. Cioè figa, per carità, però anche assurda. Cucinare COL PENSIERO. Oh, però considerando che c’è gente che non ha un caz*o voglia di cucinare con le mani, magari con la mente potrebbe girargli meglio. Ma di cosa parliamo, vi starete chiedendo. Di una notizia che è stranamente passata in sordina ai più, ma che invece merita di essere approfondita. Mentre noi facciamo le nostre cose (fatturiamo, scorriamo i titoli di Netflix per ore senza scegliere, ci convinciamo di poter far crescere un albero di avocado in casa) ci sono scienziati che si occupano di studiare e sviluppare le brain-robot interface (BRI), cioè le interfacce che permettono al cervello umano di comunicare direttamente con un robot.

Ecco, pare che nel campo si siano fatti grandi passi avanti, come dimostrato dal video qui sotto, nel quale viene mostrato il funzionamento di una “cuffia” chiamata NOIR e sviluppata da studenti dello Stanford Vision Lab. Si tratta di un dispositivo EEG non invasivo – strumento medico per il monitoraggio dell’attività cerebrale tramite elettroencefalogramma – che consente ad un ragazzo di cucinare senza muovere niente che non sia la propria mente. E cucinare mica un toast, tra l’altro, ma il sukiyaki giapponese.

Va’ che roba.

Che poi, volendo, questo dispositivo, oltre a cucinare, può “far svolgere” altre azioni quotidiane tipo pulire, giocare a un videogame e accarezzare un cane. Ora: ok effettivamente pulire col pensiero dev’essere la svolta della vita. Ma figa, giocare e accarezzare il cane no dai, che gusto c’è a non usare le mani e il corpo? No perché viva il progresso eh, ma anche meno altrimenti tempo qualche decennio e ci ritroveremo tipo vegetali a vivere solo col cervello. Non benissimo. Vabbè, al di là del facile cazzeggio, comunque, bisogna sottolineare che questa tecnologia potrà aiutare moltissimo le persone con disabilità, “in particolare a quelle con problemi di mobilità. Consentendo a queste persone di svolgere le attività della vita quotidiana e le attività strumentali, migliorando notevolmente la loro indipendenza e la qualità di vita complessiva”, come scritto sul sito. 

“NOIR utilizza dispositivi EEG non invasivi per registrare le attività cerebrali – hanno spiegato i geni che si sono inventati ‘sta cosa -. Decodifichiamo l’intenzione umana, incluso con quale oggetto interagire (tramite SSVEP), come interagire e dove interagire. L’efficacia di NOIR è migliorata da algoritmi di apprendimento dei robot basata su foundation models. Ciò consente a NOIR di adattarsi ai singoli utenti, prevederne le intenzioni e ridurre il tempo e lo sforzo umano”.

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