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Se siete nati tra gli anni ’80 e ’90 allora siete “affetti” dalla Pausa Millennial (ma non è grave)

Un articolo di Kate Lindsay su The Atlantic ha definito la "Pausa Millennial" come un breve istante all'inizio dei video postati sui social in cui ogni Millennial si assicura che la fotocamera stia registrando prima di parlare.

Se siete nati tra gli anni ’80 e ’90 e quindi rientrate nella categoria Millennial, ecco una chicca che vi farà sentire vecchi, vostro malgrado. Di recente, un articolo di Kate Lindsay su The Atlantic riguardo a un termine chiamato “Pausa Millennial“, ha fatto molto discutere. La generazione a cui si riferisce sono appunto, giovani non così giovani, e la pausa in questione si riferisce a un breve istante all’inizio di ogni video in cui ogni Millennial si assicura che la fotocamera stia registrando prima di parlare. È un momento quasi impercettibile, che potrebbe facilmente sfuggire, ma una volta che ci si fa caso, la “Pausa Millennial” diventa abbastanza evidente.

Ma perché succede? I siti che i Millennial utilizzavano maggiormente agli albori di Internet erano prevalentemente basati su foto: app come Tumblr, Myspace e il primo Facebook. Questo potrebbe spiegare perché l’approccio al video è così assolutamente diverso tra generazioni. Il video non era per niente rilevante per l’utente medio dei social media dell’epoca. Ma con la crescente popolarità di app come TikTok, e le fotocamere dei cell che diventano meglio dei telescopi, hanno reso la creazione di video una roba super professional.

La Pausa Millennial indica quindi come i Millennial siano sì capaci di maneggiare i dispositivi tech, ma abbiano comunque un micro gap rispetto alle generazioni più giovani. That’s it. In un articolo di Junkee, una citazione della Professoressa Associata di Media Online e Convergenti dell’Università di Sydney, Fiona Martin, spiega bene questo fenomeno: “Le diverse generazioni sviluppano sempre modi specifici di appartenere al proprio gruppo sociale attraverso le tecnologie di comunicazione — lo abbiamo visto storicamente nell’uso del telefono da parte degli adolescenti, nella produzione di mixtape e ora nell’uso multiplo di schermi per giochi e streaming.”

Continua spiegando che: “Piuttosto che l’invecchiamento dei Millennials sui social, ciò che abbiamo visto nell’ultimo decennio è lo svilupparsi di diverse culture del commentare, basate su una vasta gamma di fattori, tra cui l’età, il genere, l’origine nazionale, razziale ed etnica delle persone.” Insomma, questo significa che ciò che pubblichiamo sui social e come lo pubblichiamo riflette chi siamo e la generazione alla quale apparteniamo. E se pure fate una pausa di qualche secondo prima di fare un video… anche sticazzi, possiamo dirlo?

Autrice: Francesca Tortini

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