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Sesso durante lo smartworking? Per molti lavoratori è un plus

Un nuovo sondaggio ha rivelato che più di un britannico su dieci ha fatto sesso mentre era al lavoro, ma c'è anche chi si è dato al giardinaggio e ai videogames.

Lavorare da casa può regalare delle gioie: addio traffico, ciao pigiama, e un bel saluto da remoto ai colleghi fastidiosi. Durante il lockdown, abbiamo scoperto che lo smart working è l’Oki per tutti i mali. Quasi, dai. E poi, già che ci siamo, non te la vuoi fare una pausa ses*o tra una call e un’analisi dei documenti?

Un recente sondaggio inglese di Toner Giant ha rivelato, infatti, che oltre un britannico su dieci ha fatto sesso durante l’orario di lavoro. Più di un quarto ha “socializzato” con amici e familiari tenendo aperto il laptop, giusto per far finta di essere sul pezzo. Ma non solo sesso eh! L’indagine ha scoperto che molti britannici si danno al giardinaggio (21%), al sonnellino (17%) o ai videogiochi (16%) durante l’orario di lavoro.

Al di là del cazzeggio, la ricerca ha fatto emergere (se mai ce ne fose bisogno) i vantaggi dello smart working, ormai arcinoti: riduce il tempo e i costi degli spostamenti (chi non ama risparmiare?), migliora l’equilibrio tra vita lavorativa e privata (anche se lavorare in pigiama aiuta poco), e aumenta la motivazione e la soddisfazione (specialmente dopo un buon sonnellino post-pranzo). Secondo l’Osservatorio Smart Working, la produttività dei lavoratori può aumentare del 15%, e questo si traduce in un bel gruzzolo di 13,5 miliardi di euro a livello nazionale. Wow.

In base ai dati del Politecnico di Milano, emerge però che lavorare da casa non è tutto rose e fiori: Il 29% dei lavoratori fatica a separare vita privata e lavorativa quando entrambe condividono lo stesso spazio. Il 28% non riesce a trovare un equilibrio tra lavoro e tempo libero (immagina lavorare con i bambini che urlano in sottofondo). Un altro 29% si sente isolato dai colleghi e dall’azienda (le chiamate su Zoom non fanno miracoli).

Ma non è tutto: c’è il tecnostress, ossia lo stress dovuto all’uso continuo dei dispositivi digitali. Traduzione: stanchezza, esaurimento e possibile dipendenza tecnologica. Aggiungiamo poi la mancanza di una postazione di lavoro adeguata, ed ecco servite le problematiche dello smart working. Insomma, pro e contro. Ogni lavoratore in smart working risparmia circa 60 minuti al giorno. Anche lavorando solo un giorno a settimana da casa, il risparmio annuo è di circa 40 ore per lavoratore. Da usare per il sesso, volendo.

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