
Dai, bravi tutti.
A Milano siamo in fissa con la cultura, ma non tipo da sboroni, per finta. Per davvero. Dai numeri dell’Osservatorio Aie presentati a Bookcity, Milano è in pole position rispetto ai consumi culturali del 2023 con un bel +33% (contro il 20% della media italiana). In pratica, se in Italia si spende, a Milano si spara alto: 790 milioni di euro se ci infiliamo anche lo sport, oppure 491 milioni per gli eventi e la cultura puri e semplici. Insomma, a Milano libri, concerti e calcio vanno via come il panettone a Natale.
Prima di tutto ci sono i libri, che fanno 170 milioni di euro da soli (anche se a dorminare tra le spese del tempo libero sono sempre le partite di calcio, per cui spendiamo 191 milioni). Seguono concerti pop e rock (168 milioni), discoteche (62 milioni), mostre (48 milioni), lirica e prosa (33 e 29 milioni) e cinema, citandone solo alcuni che sennò stiamo qui fino a domani. E pure il numero di librerie è salito: ne abbiamo 180, 17 in più rispetto al 2019. Certo, tante si trasferiscono in spazi piccoli o al centro per risparmiare, Infatti, il presidente dell’Aie Cipolletta ha lanciato un segnale forte: occhio, serve che anche fuori dal centro ci siala libreria di quartiere.
Benone anche le biblioteche milanesi, che hanno raggiunto 86.700 iscritti, cioè 10mila in più in un anno. Super top. Di questi, un sacco di gente (soprattutto donne) ci va ogni mese, chi per prestiti (38%), chi per lezioni e presentazioni (13-18%) e anche i gruppi di lettura sono in crescita. E i gusti? Curiosità: i libri più prestati non sono i titoli da top ten, ma romanzi meno recenti. I milanesi hanno infatti riscoperto autori fuori moda: in cima alle richieste c’è "Cambiare l’acqua ai fiori" di Valérie Perrin, che è andato fortissimo assieme ai libri di Carofiglio, Tuti e Paolo Giordano.
Idee per il prossimo prestito se vuoi stare sul pezzo.
Autrice: Francesca Tortini
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