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Bialetti è in crisi: parliamo di cosa sta succedendo all’azienda che ha inventato la moka

L'azienda fondata da Alfonso Bialetti sta vivendo un periodo di down e sta cercando un compratore che riesca a risanare un prestito fatto tra il 2019 e il 2021.

Bialetti è in crisi. L’azienda che più di ogni altra rappresenta la moka e quindi il caffettino quotidiano, ci è in difficoltà.

Ma facciamo un throwback.

Alfonso Bialetti, il papà dell’azienda, è stato un genio raga. Cioè, tipo negli anni Venti, guardava sua moglie che faceva il bucato con uno strano affare, la lisciveuse, una specie di enorme pentola con un tubo cavo e con la parte superiore con dei fori; tutto mischiato insieme, acqua, bucato e liscivia (tipo un detersivo old school) nella bacinella e quando l’acqua bolliva, risaliva su per il tubo per poi cadere a neve sul bucato. Non ci avete capito una sega, ok, ma al Bialetti si è accesa la lampadina e ha pensato di fare lo stesso con il caffè. E così si è inventato la moka. Sempre sia lodato, grazie all’infinito di averci svoltato la vita Alfonso.

Ma torniamo a noi. Oggi Bialetti sta vivendo un periodo di down e sta cercando un compratore che riesca a risanare un prestito fatto tra il 2019 e il 2021. La scadenza? Il 30 aprile 2025. Un po’ una corsa contro il tempo. Anche perché la prima scadenza è già stata balzata. In teoria il rimborso doveva arrivare entro fine novembre, ma Bialetti Industrie, due settimane prima del termine, fa la mossa: fa slittare lo showdown al 30 aprile. Bene, ma non benissimo. “Stanno proseguendo le negoziazioni con potenziali investitori” fanno sapere dal gruppo.

Torniamo ancora indietro, al 2018. Bialetti quell’anno non stava al top: troppi nuovi punti vendita aperti e avverse condizioni del mercato. Così, chi fa da crocerossina? Il fondo Och-ZiffCapital Investments (ora Sculptor Capital Management) che toglie di mezzo ogni impiccio e salva l’azienda con un bond senior quinquennale da 35,8 milioni di euro. Ma attenzione, cosa ottiene in cambio? Il pegno del marchio. Cioè? In pratica, se il prestito non torna indietro tutto bello intero, loro si pigliano l’azienda, easy. L’accordo iniziale prevedeva anche un prestito di altri 10 milioni, da un’altra banca, Illimity. Anche lei con gli stessi patti: l’ipoteca sul marchio. L’azienda comunque ora sta benone; la situa, anche secondo Passera, il fondatore di Illimity, può solo che migliorare.

Da gennaio a novembre il gruppo ha ottenuto ricavi per 104,7 milioni di euro, con un incremento del 6,1% rispetto alle stesse mensilità del 2023 (98,7 milioni) e l’ebitda consolidato è positivo per 15,3 milioni, con un salto del 18% rispetto ai 2,3 milioni dell’anno precedente. Tutto bello, anche se va detto che cresce parallelamente anche l’indebitamento finanziario netto, salito a 123,9 milioni rispetto a 108,1 milioni di fine 2023.

Ora ci sarà da vedere se terrà botta oppure se dovremo dire ciao ciao alla nostra affezionata moka. Qualcuno è interessato all’acquisto, per caso? Speriamo in bene dai, perché noi all’Alfonso Bialetti dobbiamo davvero tanto.

Cover: Bialetti

Autrice: Martina Gallazzi

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