
In Italia ci mancava solo questa: la truffa telefonica versione colloquio di lavoro. La dinamica è semplice ma infame: vi squilla il telefono con un bel numerino col +39 (così non vi puzza subito di call center), voi rispondete e parte la voce registrata, bella chiara e in italiano: "Salve, abbiamo ricevuto il tuo curriculum". E lì, se siete in cerca di lavoro, vi scatta subito l’istinto del "finalmente qualcuno mi caga".
Ma spoiler: no, non è l’ufficio HR di Amazon.
È l’ennesimo tentativo di farvi fessi e pure derubarvi. Il giochino funziona così: la vocina vi chiede di salvare il numero e spostare la conversazione su WhatsApp. Lì vi scrive uno che si spaccia per un’agenzia del lavoro o per un’azienda super seria (spoiler: non è né Adecco né la Ferrero). Vi promette un impiego da favola e poi, piano piano, cerca di spillarvi informazioni personali, dati bancari o vi rifila un link per farvi iscrivere a una piattaforma di trading dove "guadagni facili" = sparizione immediata del cash.
Questa truffa è parente stretta di quella che girava tempo fa, quella del "Mamma ho cambiato numero, mi servono 300 euro", con truffatori travestiti da figli disperati. Solo che ora puntano sulla fame di lavoro: sanno che, in tempi duri, appena vi arriva una chiamata con un’opportunità, si perde un po’ la bussola. E lì, zac, fregatura.
Ok: ma come non farsi infinocchiare? Prima regola: se non state cercando lavoro, è palese che stanno provando a foXXervi. Ma se invece siete attivi su LinkedIn, state mandando CV a raffica e ricevete davvero tante chiamate… fermatevi un attimo a pensare. Davvero un HR serio vi chiamerebbe con la voce registrata? Naaa. Comunque questa è l'ennesima dimostrazione che oggi non basta rispondere al telefono con "Pronto": serve anche un master in sicurezza digitale. Quindi, occhi aperti e niente panico da “Oh mio Dio, forse è il lavoro della mia vita”: prima di lanciarvi su WhatsApp, fate un check.
Autrice: Francesca Tortini
Seguici anche su Instagram, taaac!