Per le Olimpiadi Milano avrà tutti gli occhi addosso, e comunque, no panic: di iniziative all’altezza dell’occasione ce ne sono a pacchi, dai Macchiaioli alla pittura contemporanea, da Canova alla fotografia. Una bella sfilza di mostre che non vi faranno rimpiangere i selfie che riuscite a fare dopo il quinto Negroni.
Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio
Dove: Palazzo Reale
Quando: fino al 17 maggio
La mostra arriva nella City con un’ampia e inedita selezione delle opere più iconiche, potenti e anticonformiste del fotografo statunitense, tra i più originali, raffinati e controversi artisti del XX secolo. L’esposizione rientra – come tantissime altre – nel programma culturale dei Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026 che ci regalerà moltissime gioie.

I macchiaioli
Dove: Palazzo Reale
Quando: 3 febbraio -14 giugno
E niente, non ce la facciamo proprio a fare le cose in piccolo: anche questa mostra dedicata ai macchiaioli è destinata a spaccare. Le opere dei grandi maestri del movimento che anticipò l’impressionismo (certo, poi i francesi sono sempre più bravi a venderle, come lo champagne) saranno tutte insieme, tutte lì per noi a Palazzo Reale. Motivi per visitarla ce ne sono a pacchi, uno su tutti, il fatto che il nome “macchiaioli” nasce come un insulto su un articolo di giornale. Perciò, quando mandate a cagare qualcuno tenetelo d’occhio: potrebbe essere il nuovo Van Gogh.

Depero Space to Space. La creazione della memoria.
Museo Bagatti Valsecchi, 13 febbraio – 2 agosto.
Milano Cortina non è solo giochi, ma anche esperienza culturale, crescita, conoscenza. Quindi ecco un bel modo per godervela pure se con gli sci siete delle pippe e considerate lo snowboard roba da liceali. Nel vasto programma di iniziative legate alle Olimpiadi Invernali c’è una bella serie di mostre fra cui spicca questa dedicata a Depero e allestita in quella location stu-pen-da che è il Museo Bagatti Valsecchi. Le opere di uno dei più eclettici sperimentatori dell’arte italiana provengono dalla “Casa d’arte Futurista Depero” e dal Mart di Trento, ma invece di farvi chilometri su chilometri potete ammirarle in zona Montenapo, insieme alla collezione permanente. E se capitate nei giorni giusti (date un’occhiata al programma) vi fate pure l’aperitivo futurista, con drink a base di SNAPZ! POMPT!, STUMF! RRRRRRRRAZZZZMOPP!

Il senso della neve
Mudec, 12 febbraio – 28 giugno.
Forse non l’avete notato, ma quest’anno a Milano ci sono le Olimpiadi Invernali. Così, fra un Super G e un entusiasmante match di curling potete immergervi nelle vibe della neve con questo percorso tematico che trovate al Mudec. Una riflessione necessaria su quella cosa bianca e soffice che scende dal cielo, che quando ci dà dentro pesante ci fa sclerare perché blocca auto e mezzi, ma alla fine è utile per tante ragioni che è inutile elencare. Si tratta di una rassegna su come diverse culture e popoli rappresentano la neve e offre una panoramica non solo visiva ma anche culturale, con le implicazioni più recenti sul tema cambiamento climatico, che come dire, è sempre un po’ il Mammuth nella stanza.
Kiefer. Le alchimiste.
Dove: Palazzo Reale
Quando: 7 febbraio – 27 settembre.
Anche questa figata è inclusa nel programma culturale dei Giochi di Milano Cortina, l’omaggio di uno dei più grandi artisti contemporanei a quelle figure femminili che per prime esplorarono gli effetti di erbe, farmaci, piante. Caterina Sforza, Maria La Giudea e altre grandi donne del Medioevo e Rinascimento sono protagoniste di pitture dalle forme dinamiche, ad evocare la continua commistione fra arte e scienza. Celebration meritata, perché quelle erano alchimiste serie, non come noi che ci danno una bottiglia di gin e diventiamo tutti bartender.

Giovanni Gastel, Rewind.
Dove: Palazzo Citterio
Quando: 30 gennaio – 26 luglio.
A volte basta poco per alzare il livello di una passeggiata, come ad esempio andare a conoscere un po’ meglio questo gigante della fotografia. Perché purtroppo no, non basta qualche selfie condito con uno o due filtri trasformarci in maestri dell’immagini: oltre all’occhio servono anche riflessioni, idee, visione del mondo. Ecco perché questa mostra mette in evidenza non solo le immagini, ma anche gli appunti e gli oggetti personali di un grandissimo, che ha contribuito a fare di Milano la capitale dell’eleganza, chiedendosi non “cosa può fare Milano per noi”, ma “cosa possiamo fare noi per Milano?”.
Vanishing Trees
Dove: Palazzo Citterio
Quando:15 gennaio – 15 aprile.
Ma sì, dai, continuiamo così, continuiamo tutti a prendere l’auto per fare cinquecento metri, a dire che tanto che sarà mai un grado in più sulla terra, e magari ad essere d’accordo con un presidente che non crede al cambiamento climatico. Alla fine, quando ci sarà più un albero dietro cui fare pipì in pace ci scorreranno indietro tutti i “ve l’avevamo detto” della nostra vita, ma ormai sarà troppo tardi. Queste e altre riflessioni, magari più raffinate, vuole ispirarci Debora Hirsch con una installazione di pura digital art dedicata a tre specie di alberi in via d’estinzione, un percorso liquido di immagini in movimento dedicato alla capacità rigeneratrice della natura.

Metafisica/Metafisiche
Dove: Palazzo Reale, Museo del Novecento, Gallerie d’Italia, Palazzo Citterio
Quando: fino al 21 giugno.
La realtà esiste? Chi siamo? Dove andiamo? Che cos’è l’arte? Se volete dare una risposta approfondita dovete prima visitare questo percorso che coinvolge le principali aree espositive milanesi, in periodo diversi durante l’anno (vedere bene il programma). Lungi dall’essere una rappresentazione definitiva, la metafisica è una ricerca costante di nuovi interrogativi che avanza in un equilibrio instabile ai confini dell’esistente. Anche questa iniziativa fa parte di Milano Cortina, seguendo il filo conduttore della voglia dell’uomo di spingersi oltre i propri limiti, come voi quando sperate di fare Porta Romana-Navigli in meno di un quarto d’ora.

Eterno e visione. Milano e Roma, capitali del Neoclassicismo
Dove: Gallerie d’Italia
Quando: fino al 6 aprile.
Va bene essere avanti, ma ogni tanto non è male ricordare da dove veniamo. Questa mostra celebra due numeri uno assoluti dell’arte che furono on fire in età Napoleonica, uno a Roma e l’altro qui, in zona. Mentre loro l’Europa bruciava, un certo Canova partoriva un capolavoro dietro l’altro e Giuseppe Bossi fondava la Pinacoteca di Brera, ma sarà possibile ammirare anche testimonianze dell’epoca come lo scettro e la corona indossati da Napoleone quando lo incoronavano re d’Italia. Dove? In Duomo, ovvio…

Autore: Francesco Cellini









