No, non stiamo parlando delle Olimpiadi, ma ce le buttiamo dentro perché di questi tempi ci stanno sempre bene. Comunque, niente bunker, non annullate l’apericena con gli amici del calcetto e prenotate sereni il cinema. Però sappiate che, secondo un gruppo di scienziati molto seri mancano 85 secondi alla fine del mondo. Questo è il verdetto aggiornato dell’Orologio dell’Apocalisse, nome decisamente chill – non trovate? – per una delle invenzioni più affascinanti della scienza contemporanea.
Cos’è ‘sta storia dell’Apocalisse
Il Doomsday Clock non fa tic tac e non lo trovate su Amazon. È una metafora scientifica inventata nel 1947 dagli scienziati del Bulletin of the Atomic Scientists, rivista fondata due anni prima da un certo Albert Einstein insieme ad altri studiosi della University of Chicago. Gente che, dopo aver lavorato al progetto Manhattan, aveva maturato una lieve preoccupazione: forse il giocattolino atomico è un po’ too much.
Certo, di previsioni apocalittiche nella Storia se ne sono sentite a pacchi: calendari Maya, comete assassine, profezie medievali, Millennium bug, scioperi dei mezzi. L’Orologio però è diverso. Qui non c’è un santone, bensì un metodo. E soprattutto c’è un vero e proprio domandone: quanto siamo vicini a distruggere tutto con le nostre mani? Bum!
L’idea è semplice. La mezzanotte rappresenta la catastrofe globale, mentre i minuti precedenti a quell’orario rappresentano la probabilità di quell’evento e le lancette indicano quanto ci siamo avvicinati a quel punto. Quando l’orologio nacque, nel pieno della Guerra Fredda, segnava le 23:53. Già allora non eravamo messi benissimo, ma almeno non si parlava ancora di secondi.
Da lì in poi l’orologio ha iniziato a muoversi avanti e indietro seguendo gli eventi del mondo relativi al nucleare. Test in mezzo al deserto? Avanti. Trattati di disarmo? Indietro. Crisi geopolitiche ed escalation militari? Avanti di nuovo. Col tempo, però, gli scienziati hanno capito che la bomba atomica non era più l’unico modo per mandare tutto all’aria e dal 2007, l’Orologio dell’Apocalisse ha iniziato a tenere conto anche di cambiamento climatico, minacce biologiche, uso improprio delle biotecnologie, intelligenza artificiale, disinformazione.
Per farla breve, in questo inizio 2026, siamo a 85 secondi dalla mezzanotte: il punto più vicino mai raggiunto. A noi Imbruttiti di una certa età sembra di sentire la voce di Giorgio Faletti al Drive In che, nei panni del Testimone di Bagnocavallo, gridava: “Anatrema su di voi!”… ma la risata dura un attimo e subito basta leggere un paio di notizie per dare ragione agli scienziati, secondo i quali il mondo è diventato più instabile e più aggressivo: davvero, anche noi che viviamo con la testa fra le nuvole un po’ ce ne siamo accorti.
Attenzione però: questo non è un conto alla rovescia. Le decisioni umane possono spostare le lancette indietro e quel minuto e 25 secondi che ci resta può fare come la moviola di Novantesimo Minuto e riavvolgere il nastro. Ammesso che si diano tutti una calmata.









