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Entrare agli eventi della Design Week sarà più easy: arriva il Fuorisalone Passport!

Si sono inventati un sistema per non sclerare (troppo) durante la Design Week, sentite un po'.
3 Febbraio 2026

Non siamo ancora entrati, né usciti vivi dalle Olimpiadi Invernali che qualcuno si è già svegliato di soprassalto di notte pensando alle file del Fuorisalone: quelle sì dovrebbero diventare disciplina sportiva di resistenza! Così quel qualcuno si è detto: “Phee, che cos’è che ti porta dappertutto? Il Passaporto! Magari anche un aereo, ma quello in Brera o Zona Tortona non si parcheggia, quindi vai di Fuorisalone Passport.

L’idea ci sta tutta: evitare che il Fuorisalone si trasformi solo in “Fuori”, nel senso che te ne resti semplicemente in fila ad aspettare e a compilare moduli sperando di entrare. Basta! È ora di cospargere di polvere organizzativa il carnaio della Design Week. Come? Semplice: con un unico sistema di registrazione che eviti a noi visitatori di compilare, compilare, compilare… evento dopo evento, location dopo location.

A escogitare lo sgamo sono stati Fuorisalone.it e Studiolabo, cui devono essere fischiate le orecchie per le lamentele dei visitatori: “Troppe registrazioni scollegate! Troppa burocrazia! Troppo sbatti, insomma… Il progetto debutta durante la Milano Design Week 2026 (20–26 aprile) ed è attivo, in versione Beta. Attenzione! Sono coinvolti solo gli eventi aderenti nel Brera Design District, non tutto il Fuorisalone, ma diciamo si parte proprio da uno dei punti più brulicanti di umanità e gente in coda.

Quindi? Spiegone

Tu visitatore del Fuorisalone ti registri una sola volta sulla piattaforma Fuorisalone Passport e ottieni il tuo QR Code personale. Da quel momento, ogni volta che ti presenti a un evento aderente, sventoli il codice all’ingresso in fase di check-in e scansi moduli e richieste. A posto. In pace con te stesso e con il buttafuori.

Occhio: non stiamo parlando di una vip card! Il Passport non è un lasciapassare universale e non modifica le regole di accesso: se arrivi che l’evento è pieno ve ne fate una ragione, ma almeno ti sei risparmiato un po’ di burocrazia. Gli habitué del Fuorisalone sanno che il vero ostacolo non è la fila per l’evento , ma tutto il cinema che lo accompagna: moduli diversi, procedure complicate, sistemi che non dialogano tra loro… Con Fuorisalone Passport – siore e siori – li mandi tutti a stendere!

Godono i brand, felicione anche tu

Per aziende e organizzatori, inoltre, il Passport è anche un’analisi di mercato in diretta: i dati raccolti – aggregati e anonimi – permettono di capire quante persone partecipano, in quali momenti e con quali dinamiche. Taaac! La statistica è servita.

Ovvio che la questione privacy è già stata considerata. Il sistema è progettato secondo i principi del GDPR e della Privacy by Design: spetta sempre all’utente decidere se e come condividere i propri dati. Quindi occhio alle spunte.

Se sei un maratoneta degli eventi del Fuorisalone, il Passport ti offre anche i timbri digitali delle tue partecipazioni, in caso tu ti voglia bullare un po’ con la cumpa: nella dashboard personale consultabile da browser e senza app da scaricare puoi tenere traccia degli eventi visitati, dei contenuti consultati e delle informazioni raccolte durante la settimana. Così puoi fare lo splendido all’aperitivo e menartela un casino per quante ne hai viste.

Quindi, non ti cambierà la vita ma noi gli vogliamo dare fiducia. Non ti farà entrare in paradiso, ma in una settimana in cui tutto è imballato, evitarsi un po’ di sbatti è comunque un risultato. E adesso torna in coda per i biglietti delle Olimpiadi che per il Fuorisalone c’è tempo.

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