Storia non tanto breve di una truffa.
È sabato mattina. Metto su Subito.it l’annuncio per un fasciatoio che non mi serve più. Sul sito non sono mai riuscita a vendere nulla, ma poco male: il servizio è lì per quando voglio almeno provarci. Anche per questo non mi par vero che, tempo 10 minuti, mi arriva un messaggio da tale Ale***a Mar***tti che mi chiede di mandarle un video per verificare “che l’oggetto sia funzionante” al numero +39 378 ……. L’operatore telefonico è Spusu, austriaco ma presente sul mercato italiano… quindi perché pensare male?
Da qualche parte ricordo di aver letto che le transazioni su Subito vanno condotte solo su Subito: infatti c’è proprio un alert che lo ricorda, ma sullo smartphone è minuscolo e non lo noto. Faccio il video e lo mando al numero indicato: lo salvo sul telefono come “Ale***a Fasciatoio” e poi lo cerco su Whatsapp. Compare tale Anna Maria… Mmm… va beh, dico, sarà il numero di un’amica, o dell’altra mamma… Noto che è un account business. Va beh, sarà una professionista che si compra un fasciatoio. La vita dovrebbe lanciarti un fulmine a 10 centimetri per ogni “va beh”..
Inizia la conversazione
Ale***a Mar***tti – Anna Maria mi scrive:
Ciao
Scusami, sono appena uscita di casa e ho l’accesso su subito dal pc, riusciresti a rimandarmi il link del’annuncio così riesco ad acquistare direttamente dal mio telefono. Grazie!
Io mando il link.
Ale***a Mar***tti – Anna Maria mi scrive:
Ho bisogno della tua email per effettuare un acquisto
Un altro campanello: mai dare dati personali!… Scrivo: Strano che non compaia, è il mio utente… però, vai a sapere come funziona e che cosa visualizzano dall’altra parte.
Nel frattempo una rassicurante chat di supporto (sul sito confirmacion.bond) che mi fa domande e mi chiede
– numero di carta di credito
– disponibilità mensile
– se ho un conto PayPal
Certo che ho un conto PayPal…“Adesso devi fare un bonifico di 399€ (attenzione, non 400: 399, ti distrae di più, è meno granitico) all’utente che ti comparirà qui sotto. Si tratta, spiega la chat, di un bonifico istantaneo, che non viene nemmeno registrato, ma serve solo per verificare che la carta funzioni”. In effetti anche quando ho attivato altri servizi con la carta mi è stata addebitata una piccola cifra… sì, ma 0,01€ non 399!
A questo punto compare – c*a*p*o*l*a*v*o*r*o – la fotina di un barboncino con la tutina rosa per l’utente @lukas*****84. Le frecce tricolore stanno disegnando un grande STOP nel cielo del mio cervello. Via Whatsapp Ale***a Mar***tti – Anna Maria capisce che tentenno e scrive:
“Ho pagato. Hai ricevuto una notifica dal sito?”
Sì, scrivo, ma per avere i 15 euro devo fare un bonifico di 400 via PayPal. Sto cercando di capire se è una truffa. Forse immaginavo che un truffatore a questo punto se la svignasse… Ma… Ale***a Mar***tti – Anna Maria dal suo account business mi scrive:
Sì, l’ho fatto anche io. Questa è la verifica standard sul sito . Seguire le istruzioni del servizio supporto.
Gong, tamburi di latta e allarmi aerei… Mi accorgo di quel verbo all’infinito, che fa tanto traduzione automatica, ma quanti refusi scappano a me… magari Ale***a Mar***tti è solo una mom-to-be o una neomamma solo un po’ frettolosa… Perché devo pensare male? Ecco, secondo me il nodo di tutto è qui. Le persone oneste si vergognano a pensare male e i truffatori lo sanno e lavorano su questo. Invece, come diceva Giulio Andreotti, “A pensar male si fa peccato ma ci si prende quasi sempre”.
Com’è finita
Il mio cervello gioca a flipper ancora un po’ con le informazioni chiare, chiarissime, che ha a disposizione. Eppure alla fine opto per fidarmi e faccio la transazione via PayPal. La chat si era raccomandata di usare l’opzione Amici e Parenti, e non mi sembra del tutto strano perché in effetti su Subito.it comprano e vendono persone che non sempre hanno un’attiva commerciale. Scoprirò poi che questo tipo di transazione non è coperto da assicurazione.
Troppo tardi il mio cervello esce dalla nebbia… fammi vedere da che e-mail è arrivata la conferma: pochi minuti prima ho notato solo la scritta “Subito” in corso testo… Subito Order… bertha*****meyer@g***l.com. Avessi fatto l’operazione dal computer me ne sarei accorta immediatamente, ma tutto è stato fatto per portarmi a usare lo smartphone… Provo a chiamare Ale***a – Anna Maria e la banda del buco (sul mio conto), che nel frattempo mi ha bloccata. Io procedo a bloccare la carta di credito.
Con mio figlio di 12 anni, che è una scheggia con la tecnologia, confrontiamo le schermate e i colori usati: i layout sono molto accurati, distinti da quelli originali di Subito.it solo per pochissimi dettagli… L’email di “conferma”, invece, avrebbe dovuto insospettirmi e probabilmente da desktop lo avrebbe fatto: al posto del rosso di Subito e del suo bel loghino, c’è un arancione cangiante… Cioè, a vederlo adesso mi sembra evidente, ma ripeto: tutto si è giocato nell’attimo in cui avrei dovuto avere il coraggio di dire “Ma sei fuori?!” e invece ho detto “Ma dai, figurati…”.
Vai con la denuncia
Quando vado a fare la denuncia alla polizia, qualche giorno dopo, arriva una signora che ha ricevuto lo stesso trattamento. Visto che aveva qualche problema con la carta di credito – racconta – hanno cercato anche di farle aprire un conto su Revolut… Dopo una segnalazione sul sito (e soprattutto un’email all’ufficio stampa) vengo anche contattata dal servizio clienti di Subito.it: un cordialissimo signore mi spiega come l’account da cui ho ricevuto il messaggio sia stato bloccato lo stesso pomeriggio in cui sono stata abbindolata. I loro sistemi di sicurezza vengono costantemente aggiornati, ma i truffatori passano parecchio tempo sul sito per capire come aggirarli: un po’ come gli scassinatori, che hanno sempre strumenti più avanzati delle serrature.
Lato mio, non ho nulla da recriminare al sito di compravendita, che chiaramente è il primo a essere danneggiato dalle truffe perché ne va della sua credibilità. Però, mi permetto di suggerire almeno due o tre alert più efficaci, con pop up minacciosi grandi come una casa con l’invito a non uscire dalla chat di Subito, non fornire dati personali (dal primo momento che si è registrati, il sito ha già i dati necessari), l’invito a non pagare nulla per ricevere un pagamento.
Perché sui fasciatoi passa tanta m*rda di bebè, ma mai quanta quella che c’è in giro fra gli adulti.









