A Milano fare la spesa è uno di quei momenti in cui ci si accorge davvero del costo della vita. Il carrello si riempie velocemente, quasi senza rendersene conto: qualche prodotto fresco, due o tre cose per la cena, magari la colazione per la settimana. Poi si arriva alla cassa e il totale ci lascia perplessi. Com’è possibile caz*o?
È una sensazione che molti milanesi conoscono bene, ma che diventa ancora più evidente per chi viene da altre città: non è raro, infatti, che studenti o lavoratori fuori sede si rendano conto della differenza proprio quando tornano a casa per qualche giorno, con il conto al supermercato sembra (anzi, è) improvvisamente molto più leggero.
Milano, infatti, è una delle città italiane dove la spesa costa di più. Avevamo dubbi? Ovviamente no. Che poi non solo per i prezzi dei prodotti, ma anche per il modo in cui si fa la spesa: supermercati di quartiere, negozi aperti fino a tardi e gastronomie che rendono tutto più veloce ma anche più caro.
Ma quanto costa davvero fare la spesa a Milano? E quanto si spende rispetto alla media italiana?
Quanto spendono gli italiani per la spesa alimentare?
Per capire la situa di Milano bisogna partire dal contesto nazionale: secondo i dati ISTAT sull’indagine dei consumi delle famiglie, in Italia la spesa media per alimentari e bevande analcoliche a famiglia è di circa 470 € al mese. In altre parole, quasi il 17–18% della spesa totale familiare è dedicato al cibo.
Naturalmente il dato varia molto eh, in base alla dimensione della famiglia, alla città e alle abitudini alimentari, ma questi numeri rappresentano un buon punto di partenza per capire quanto alcune grandi città, Milano su tutte, si discostino dalla media nazionale.
Quanto si spende a Milano?
In questa città la spesa alimentare è generalmente più alta rispetto alla media italiana: secondo diverse analisi sul costo della vita urbano, una famiglia milanese spende mediamente tra 550 € e 650 € al mese per la spesa alimentare. Di conseguenza, si evince che la differenza rispetto alla media nazionale può arrivare quindi a +15–25%. Hashtag #maiunagioia.
Per una persona sola il costo medio si aggira invece tra i 200 € e i 300 € al mese, da calibrare ovviamente sulle abitudini e su quanto si cucina in casa: chi compra spesso prodotti pronti o gastronomia, ad esempio, può spendere anche di più, mentre chi fa attenzione alle offerte e ai discount riesce a mantenersi nella fascia più bassa. In ogni caso, rispetto a molte altre città italiane, a Milano il carrello della spesa tende a pesare di più sul budget mensile.
Dove fanno la spesa i milanesi: i supermercati
La maggior parte della spesa a Milano avviene nei supermercati. Tra le catene più diffuse ci sono Esselunga, Coop Italia, Carrefour, Pam Panorama, Conad e Unes: ogni milanese ha il suo di fiducia.
I prezzi medi per alcuni prodotti base oggi si collocano più o meno su queste cifre:
- latte: 1,40 – 1,90 €
- pasta: 1,20 – 2,50 €
- petto di pollo: 10 – 14 €/kg
- pomodori: 2 – 4 €/kg
I supermercati offrono una scelta ampia, ma in molti casi i prezzi possono risultare più alti rispetto ai discount, come vedrete a breve.
Il ruolo dei discount
Negli ultimi anni i discount hanno avuto una crescita molto forte anche a Milano: catene come Lidl, Eurospin, Aldi e MD sono ormai presenti in molti quartieri della città.
Secondo diverse indagini sui prezzi della grande distribuzione condotte da Altroconsumo, fare la spesa nei discount può permettere di risparmiare fino al 20–30% sulla spesa annuale rispetto ai supermercati tradizionali. Ed è per questo molti milanesi adottano la strategia di alternare diversi punti vendita: si va al supermercato tradizionale per alcuni prodotti di marca, al discount per la spesa più grande e magari piccoli negozi di quartiere per gli acquisti veloci.
I mercati rionali: una tradizione ancora viva
Accanto alla grande distribuzione Milano conserva una rete molto ampia di mercati rionali: tra i più conosciuti ci sono il Mercato di Viale Papiniano, uno dei più grandi all’aperto e famoso soprattutto per abbigliamento e banchi alimentari. Molto apprezzato è anche il Mercato di Via Fauché, noto per la qualità dei prodotti e per un’atmosfera più tranquilla e raccolta. Nella zona ovest della città c’è il Mercato di Piazza Wagner, frequentato soprattutto dai residenti del quartiere, mentre il Mercato di Porta Romana è uno dei punti di riferimento storici per chi vive nella zona sud della città.
I prezzi nei mercati possono variare molto, ma mediamente si trovano su queste cifre:
- frutta di stagione: 2 – 4 €/kg
- verdura: 1,5 – 3 €/kg
- formaggi artigianali: 15 – 25 €/kg
Bisogna comunque segnalare una cosa importante. In alcuni casi, i mercati possono risultare persino più costosi dei supermercati, soprattutto quando si parla di prodotti artigianali o di qualità superiore.
Perché Milano è più cara?
Quindi, perché la spesa a Milano costa di più delle altre città? I motivi sono diversi. Uno dei fattori principali è il costo degli affitti commerciali: i supermercati e i negozi devono sostenere costi molto più alti per gli spazi, e questo si riflette inevitabilmente sui prezzi della merce.
Anche la domanda gioca un ruolo importante: nei quartieri più centrali la densità abitativa è alta e la richiesta di servizi è continua, il che rende il mercato più competitivo ma anche più costoso. A questo si aggiunge la presenza diffusa di supermercati e gastronomie di fascia medio-alta, con prodotti premium e assortimenti molto ampi.
Infine c’è una questione di stile di vita. Milano è una città dove si lavora molto e spesso si ha poco tempo per cucinare. Per questo cresce il consumo di piatti pronti, gastronomia e prodotti già preparati, che tendono quindi ad avere prezzi molto più alti rispetto agli ingredienti base.
Una spesa che racconta la City
Fare la spesa a Milano racconta molto di cosa voglia dire vivere in questa città: non è impossibile, certo, ma è molto più difficoltoso rispetto alla media. Molto spesso si parla, giustamente, degli affitti spropositati e di quanto sia difficile trovare una casa a Milano, e questo fa passare in secondo piano una questione non indifferente: il costo del cibo. Quanto potrà essere ancora sostenibile tutto ciò? Lo scopriremo si spera, prima della prossima Olimpiade diffusa.









