A quanto pare, gli scontri che hanno infiammato Milano nel weekend hanno acceso anche un’altra polemica, questa volta nel mondo del rap. Da una parte Marracash, che ha invitato a interrogarsi sulle ragioni della rabbia sociale esplosa in città. Dall’altra Fedez, che ha criticato gli artisti pronti a schierarsi con chi protesta, dimenticandosi però di essere tra i primi a promuovere quel mondo fatto di lusso e status symbol contro cui si scaglia la protesta.
In mezzo, una valanga di commenti, critiche e insulti. Tanto che Marracash ha deciso di tornare su Instagram per chiarire la propria posizione. E, già che c’era, togliersi qualche sassolino dalla scarpa.
«Ok, mi sono preso una vagonata di m**da, ci sta, me lo aspettavo», esordisce il rapper della Barona. «Esporsi vuol dire letteralmente questo, mettere la faccia fuori dal finestrino e prendersela tutta».
La frecciata a Fedez: «Dico il ca**o che voglio»
Il passaggio più acceso del nuovo intervento riguarda chi sostiene che un artista diventato ricco non possa più parlare di povertà, periferie e disuguaglianze.
Un tema sollevato anche da Fedez, che nelle scorse ore aveva criticato i colleghi rapper accusandoli di alimentare, attraverso la propria immagine, la stessa frustrazione sociale che poi dichiarano di voler combattere.
«Vedo anche artisti e personaggi pubblici che celebrano la protesta, ci si uniscono come se ne facessero parte, senza rendersi conto che esposti in quelle vetrine ci sono anche loro. A promuovere quella idea di vita e di successo ci siamo noi. Siamo noi che andiamo alle sfilate, postiamo gli orologi di lusso, i viaggi e i vestiti», aveva scritto Fedez attraverso Pulp Podcast.
Senza fare nomi, aveva anche citato un artista fotografato alla Prima della Scala con Beppe Sala, salvo poi sostenere le proteste. Un riferimento che sembra puntare proprio a Marracash.
La risposta del rapper è altrettanto netta: «Un’altra cosa che non tollero è il più stupido tra i commenti, la retorica del ‘tu hai i soldi, non puoi parlare’».
E per spiegare perché non accetta questa critica torna alle proprie origini: «Ho visto i primi euro intorno ai 30 anni, ora ne ho 47, non sono ancora in pari. Ho faticato, lavorato e costruito partendo da meno di zero, mi sono fatto strada senza violenza pur venendo da un contesto violento, pago abbondanti tasse nel mio Paese, anche per quelli che non possono o non le vogliono pagare».
Fino alla frase che riassume il suo pensiero: «Dico il ca**o che voglio. Aver fatto i soldi non cancella più di metà della mia vita e soprattutto non mi impedisce di desiderare un mondo più equo e più giusto per tutti, né di lottare per questo».
«Mai inneggiato alla violenza»
Ma la questione non riguarda soltanto il botta e risposta tra rapper. Marracash vuole soprattutto chiarire il significato delle parole pubblicate dopo le proteste milanesi, che qualcuno ha interpretato come un’apertura nei confronti dei disordini.
«Io non ho mai inneggiato alla violenza. Siamo tutti d’accordo a condannare la violenza, ogni tipo di violenza. Ce ne sono molte forme».
La condanna, secondo lui, non dovrebbe però esaurire il dibattito. Perché dietro quanto accaduto ci sarebbe un disagio sociale che non può essere ignorato.
«Ma quando questa violenza succede, bisogna farsi delle domande. Cosa porta dei minorenni a mettersi il cappuccio e andare a rischiare di essere presi a manganellate o arrestati in centro? Pur nella follia del gesto sono sintomo di qualcosa. Di un fallimento della nostra società di cui tutti siamo responsabili».
Il rapper guarda soprattutto alle periferie, alle seconde generazioni e a chi vive ai margini, ma sottolinea che il malcontento non riguarda soltanto le fasce più fragili della popolazione.
«Non dite che non li avete visti arrivare perché quest’onda si sta ingrandendo da un po’ e dovremo farci tutti i conti».
Quelle parole che avevano acceso la polemica
Per capire come si sia arrivati a questo nuovo intervento bisogna tornare al primo post pubblicato da Marracash dopo gli scontri.
In quell’occasione, il rapper aveva spiegato di non amare particolarmente le dichiarazioni politiche affidate ai social, preferendo che a raccontare il suo impegno fossero le scelte fatte nel corso della carriera e, soprattutto, la musica.
«Non ho mai creduto nella protesta attraverso i social, l’ho sempre trovata troppo facile, cheap, non costa niente», aveva scritto.
E ancora: «Chi mi conosce sa bene da che parte sto. Le diseguaglianze sociali sono la mia battaglia, alla ribellione ho dedicato la mia vita».
A scatenare le reazioni era stata soprattutto la conclusione: «Aspettavo questa reazione da tempo e credo che siamo solo all’inizio. Con le buone non cambi le cose».
Una frase che, letta nel contesto delle devastazioni avvenute in città, aveva suscitato parecchie critiche.
Adesso Marracash respinge l’interpretazione secondo cui avrebbe incoraggiato la violenza, ma non arretra sulla necessità di affrontare le cause del malcontento. E sul confronto con Fedez, almeno per il momento, le posizioni restano decisamente distanti.









