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C’è bisogno di ripartire. Di tornare a fatturare, a produrre, a vendere. Di recuperare tempo e soldi persi durante i mesi di quarantena. Per questo motivo Milano sta cambiando faccia, lentamente ma inesorabilmente. Sta mutando la pelle come un animale che deve adattarsi a un habitat diverso. Bisogna aiutare attività e locali a riprendersi dalla botta del Coronavirus. Stangata che farà pesare le sue conseguenze ancora per molti mesi, ahinoi. Per farlo, Milano ha scelto la via della mobilità dolce.

È questo il principale obiettivo di Strade aperte, il piano del Comune per ripensare la mobilità e lo spazio pubblico nei prossimi mesi. Non solo piste ciclabili e nuovi interventi di urbanistica, ma soprattutto nuove strade a velocità moderata e ampliamento dei percorsi pedonali. Fino al 31 ottobre decine di vie, dal centro alla periferia, vedranno ridotto il limite della velocità a 30 all’ora. Alcune aree residenziali arriveranno ad avere addirittura il limite di 15 km l’ora, in modo che i pedoni abbiano la precedenza sulle auto. L’obiettivo è quello di fare spazio a tavolini e sedie di bar e negozi anche su carreggiata, marciapiedi e parcheggi, in modo che possano continuare a lavorare mantenendo il giusto distanziamento.

Ovviamente le zone con il maggior numero di domande presentate per allargarsi su strada sono quelle della movida. Navigli, corso Sempione e corso Como, ad esempio. Ma anche in periferia si stanno moltiplicando le richieste di locali che hanno bisogno di estendersi all’esterno. Ci sono chiaramente ristoranti, pub, birrerie, ma a sorpresa pure macellerie, librerie, tabaccherie e persino una farmacia. In tutto 2mila domande arrivate a Palazzo Marino, oltre 800 quelle accolte.

Per questo stanno nascendo nuove Zone 30 (con limite di velocità di 30 all’ora, appunto). Ad esempio via Pacini (Lambrate-Piola), via Andreoli (Bovisa), via Venini (NoLo), via Marghera, via della Moscova e via Bassi (Isola). La grande novità riguarda le Zone 15, con macchine praticamente a passo d’uomo. Dovremmo vederle in via Thaon de Revel (Isola), via Rasori (Pagano), via Varanini e via delle Leghe (entrambe in zona NoLo).

Via libera anche alla pedonalizzazione: torna quella serale di via Ascanio Sforza, nel tratto tra via Scoglio di Quarto e via Conchetta. Anche sulla quarta sponda del Naviglio arriveranno tavolini, sedie e ombrelloni per favorire movida e guadagni. Insomma, una Milano sempre più lenta, sempre più car free. Sempre più sostenibile. Ci sarà tempo in autunno per valutare i risultati. Intanto, non si molla un cazzo.

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