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Imprenditore molla tutto per vivere in un camper nei boschi: la storia

L'interessante storia del Mooji è stata raccontata da The Pillow in una video intervista pubblicata su Youtube. "Dalle fatture a cinque zeri, a voler vivere senza soldi", è l'esordio del racconto.

Ci abbiamo pensato tutti almeno una volta nella vita. Ma se mollassi tutto e…? Ci abbiamo pensato pure noi, figuratevi, tanto da farci un film. Mollo tutto e apro un chiringuito, presente? Ecco. Ma tra tanti chiacchieroni, c’è davvero chi ha mollato tutto per cambiare vita. Lui si chiama, anzi chiamava, Gian Pietro Seneci, ex imprenditore che oggi vive quasi senza nulla in mezzo ai boschi, in un camper. E si fa chiamare Mooji, nome assegnato per lui da un monaco tibetano. Che roba.

L’interessante storia del Mooji è stata raccontata da The Pillow in una video intervista pubblicata su Youtube. “Dalle fatture a cinque zeri, a voler vivere senza soldi”, è l’esordio del racconto. I boschi sono quelli affacciati sul lago di Garda, che regalano senza dubbio un panorama clamoroso. Oltre a quello, però, non c’è altro. “Sono vent’anni che non guardo la televisione, non leggo i giornali, non ascolto la radio e non sono mai andato al bar”. Ah, ok. Di questi venti anni, sette il Mooji li sta trascorrendo senza un euro. “Si tratta del mio personalissimo esperimento, vivere senza soldi”, spiega nel video. 

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“La natura è bellissima, entusiasmante”, spiega all’intervistatore, iniziando a raccontare i motivi che lo hanno portato a cambiare vita così radicalmente. “Io vengo da un paese che si chiama Lumezzane (in provincia di Brescia), in cui c’è la più alta concentrazione al mondo di imprese”. Figa, aggiungiamo noi. Il village del fatturato. “Io rifornivo i ferramenta di materiale idraulico“, continua, raccontando poi un episodio avvenuto dopo la firma di un accordo con il direttore di un’azienda. Il contratto prevedeva che Mooji avrebbe fornito tutti e cento i punti vendita per 120mila euro”. Quando però Mooji acquista il materiale necessario, l’azienda lo taglia fuori, rifornendosi dalla Cina. Che bastardata.

Un momento cruciale della sua vita. Nel giro di pochi mesi l’ex Gian Pietro decide di vendere la sua azienda. “Preferisco non fomentare un mondo dove l’etica diventa il jolly, ed è più importante raggiungere l’obiettivo e aumentare il fatturato”, e ci sta. Fatturare sì, fottere no. In quello stesso anno Mooji perde entrambi i genitori. Inizia a girare per gli ospedali, ma anche a leggere libri sull’alimentazione e sulle medicine alternative. “Ho spostato il mio focus da imprenditore a figlio che vive un’esperienza”. Come se non bastasse, l’ormai ex uomo d’affari scopre di avere anche lui un problema al cervello. “E quindi ho iniziato a meditare”, spiega nel video.

Mooji decide di non curarsi con la medicina tradizionale, torna a casa e desidera solamente passare il tempo che gli resta con i suoi figli. Un giorno lo va a trovare un amico, che gli consiglia di leggere un libro Zero limits di Joe Vitale, basato sulla pratica hawaiana dell‘Ho’oponopono. Mooji si prende benissimo, studia, approfondisce e inizia a girare l’Italia facendo conferenze su questa pratica, che significa letteralmente mettere le cose a posto. E così il fu Gian Pietro Seneci trascorre sette anni senza più fare mezzo controllo dal medico. Wow. Tre anni fa, però, un nuovo stop. “Ho avuto un blocco cardiaco, sono stato due giorni in coma”. E nel mentre che i doc lo analizzavano, è venuto fuori che il problema al cervello stava sparendo. Pensa te. 

Intanto il Mooji si separa dalla moglie, e comincia una vita nuova. Acquista un terreno tra i boschi sopra il lago di Garda e lo usa per viverci e per le sue attività di Ho’oponopono. Ha radunato in uno spiazzo diversi camper, per ospitare chi decide di restare lì a vivere per qualche giorno. “Non gli chiedo niente, io vivo solo di offerte”. “Le persone dovrebbero prendersi almeno sei mesi di stop, come un anno sabbatico, e prendersi del tempo per ascoltarsi e per vivere nella natura. La domanda è: ‘Che contributo ho dato io in questa vita, al mondo, con le mie azioni?’. Mi piacerebbe lasciare un mondo di libertà, dove le persone possano manifestare i propri talenti. Quando scopriamo di avere l’anima, è l’inizio del vero viaggio”. Oh, che botta!

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