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Lifestyle
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Il segreto della felicità è una di quelle robe che ci ballano sempre in testa. Per quanto possiamo mostrarci cinici e disinteressati, tendiamo tutti naturalmente alla ricerca del benessere. Di sensazioni felici. Ma - esattamente - da cosa dipende l'happiness? Tempo fa vi avevamo detto che tutto ruotava attorno a un numero, il 37. Una cosa piuttosto criptica, ma scientifica. Poi avevamo analizzato quello che sembrava essere lo stipendio perfetto, in grado di farci sentire sereni e appagati. La verità, però, è un'altra e a rivelarcelo è uno studio di Harvard durato - pensate un po' - ben 75 anni. Figa, dovrà pur essere valido!

L'Harvard Study of Adult Development è cominciato nel lontano 1938, quando sono stati presi in esame 724 individui diversi tra loro per estrazione economica e sociale. Nel tempo i ricercatori hanno raccolto un sacco di info sulla salute e sulla vita dei soggetti, e ogni due anni li hanno interrogati con alcune domande, estese anche ai familiari, in merito al proprio stato di equilibrio mentale ed emotivo. In pratica è venuto fuori che gli indicatori della felicità sono sostanzialmente due. Ve li diciamo tra poco, giusto per pompare l'hype, ma anche per precisare che alcuni di noi sono più predisposti geneticamente alla felicità rispetto ad altri. Sicuro vi sarete chiesti perché vi sentite spesso malinconici, tristi, indipendentemente da ciò che vi accade. Ecco, probabilmente la genetica in voi non è favorevole al buon umore. Che non vuol dire che non possiate essere felici come dei bambini a Natale eh, ci mancherebbe. Vuol dire solo che per alcuni è più facile sentirsi bene. Semplice. Ma, dicevamo, la felicità, secondo la ricerca di Harvard, dipende soprattutto da due fattori, che in questo caso siamo noi a controllare.

First, le relazioni. Banale? Forse. Ma utile a riflettere. "La connessione personale crea stimoli mentali ed emotivi", ha spiegato il direttore del progetto, il dott. Robert Waldinger, "e queste cose stimolano automaticamente l'umore". Quindi avere delle relazioni soddisfacenti e felici è in grado davvero di svoltarci il mood, mentre l'isolamento o i rapporti tossici - chiaramente - ci gettano in un down profondo. Parliamo di familiari e fidanzati/coniugi, ma anche figli, amici, colleghi, vicini di casa. Se sentite che questo ambito non vi sta procurando gioia, allora le cose sono due: dovete tagliare le relazioni che vi fanno stare male, e partecipare a eventi, corsi, situazioni che possano arricchire la vostra vita sociale. Questo è raga, non si scappa. Purtroppo, dobbiamo anche considerare che viviamo in un periodo storico particolarmente tecnologico, che per quanto ci illuda di essere connessi, in realtà ci sta isolando. Trascorriamo più tempo da soli di quanto ne abbiamo trascorso in tutta la storia umana, e questo ci sta rendendo terribilmente infelici.

Il secondo fattore dal quale dipende la nostra felicità, secondo lo studio, è la capacità che abbiamo di prendere le cose con leggerezza. Di non fissarci sulle cazzate, di passare oltre. Di non lamentarci di ogni cagata. Insomma, tutto può dipendere dalla nostra attitudine. Non è un caso che le persone anziane siano quelle in grado di percepire di più la felicità. "Tendono a rendersi conto che la vita è breve e sono propense a prestare maggiore attenzione a ciò che nel loro presente sa renderle felici", ha detto il doc Waldinger. Questo perché da veget si hanno più occasioni di dedicarsi alle attività associate alla propria felicità. Quindi non state a prendervela per le sciocchezze, coltivate i rapporti e tutto ciò che vi rende felici. Amen!

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