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A New York tutti presi bene con il cappuccino al latte di bufala (che costa una fucilata)

Lo chef italiano Giuseppe Bruno ha inventato il Golden Cappuccino, con crema di latte di bufala e una foglia d'oro sulla superficie. Da ordinare come dessert.

Dopo la cena completamente nudi, da New York arriva una nuova chicca: il cappuccino realizzato con latte di bufala. Una volta tanto, però, la genialata di mettere mano alla cucina italiana non è venuta a qualche pseudo-food blogger yankee, ma a uno degli chef italiani più famosi della Grande Mela, Giuseppe Bruno. Da anni il Bruno delizia gli americani con i suoi due ristoranti, Sistina e Caravaggio. E proprio al Sistina è possibile ordinare lo specialissimo Golden Cappuccino, talmente gustoso (e curioso) da attirare l’attenzione persino del prestigioso New York Post.

“Bruno ha scoperto un nuovo e invitante modo per fare il cappuccino usando il latte di bufala, che di solito viene impiegato nei formaggi freschi, per ottenere uno strato di schiuma molto più denso e ricco”, ha spiegato entusiasta la critica gastronomica Florence Fabricant sul NYP. Il Golden Cappuccino ha la superficie impreziosita da una foglia d’oro ed è perfetto soprattutto come dessert. Il costo? 20 dollari a tazza. “Il latte di bufala è più deperibile e molto più costoso del latte di mucca – ha spiegato lo chef al New York Times. E ocio, quella in superficie non è schiuma, ma crema. “La crema naturalmente non è montata, ma è un’estrazione della macchina. Il segreto? La temperatura giusta“, ha spiegato il Bruno, senza entrare troppo nel dettaglio della sua personalissima invenzione.

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Se per noi il cappuccino rappresenta un’alternativa al caffé per colazione, negli USA ci pasteggiano addirittura a pranzo o a cena. Cioè, ti fai una cenetta a base di pesce e chiudi con il Golden Cappuccino. I 20 dollari, comunque, sono giustificati: al di là del latte di bufala (che costa circa tre volte di più rispetto a quello normale) e della foglia d’oro sopra la schiuma, occhio anche alle tazzine, vere e proprie opere d’arte che fanno parte di un servizio del Novecento realizzato dall’azienda Ginori. Tazze che – pensate – venivano prodotte per la corte del re Vittorio Emanuele, quindi pregio.

“Con questo cappuccino, ho voluto esaltare il Made in Italy sia nella presentazione che negli ingredienti”, ha dichiarato Bruno a Reporter Gourmet. “Il latte di bufala è particolare perché ha più grassi rispetto a quello normale di mucca, è molto più ricco”. Ecco perché il Golden è molto più che un cappuccino, ma un vero e proprio dolce di fine pasto. “Lo faccio a tutti ma mi raccomando, dovete venire a berlo qui. Per prodotti del genere non esiste il take away”. Vabbè dai, un girettino a New York ci sta sempre, no?

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