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Come la pausa caffé alla macchinetta ci diventa sostenibile: la svolta del progetto RiVending

Il break alle macchinette può diventare molto green grazie al project italiano RiVending, che dà nuova vita a bicchierini del caffè, bottiglie di acqua e bibite in plastica dei distributori automatici. Risparmiando all'ambiente tonnellate di Co2.

Imbruttiti, durante una lunga e spesso noiosa giornata in office il break caffettino alla macchinetta rappresenta un’oasi nel deserto. La ricarica rapida. Il pit stop prima della vittoria. Ma anche il ritrovo del gossip selvaggio e la tappa furtiva di un flirt fugace. Oh, non lo diciamo noi: studi autorevoli hanno ampiamente dimostrato che la pausa caffé è uno dei momenti quotidiani prefe degli italiani, e proprio noi vantiamo il primato europeo di quantità di distributori automatici installati. Pensate, 1 ogni 73 abitanti (dati Confida). E allora, quanto sarebbe bello se questa pausa fosse, tra le altre cose, anche green? Se con un caffé risparmiassimo all’ambiente 6,84 grammi di Co2? E magari con una bottiglietta contribuissimo ad evitare alla Terra tonnellate di anidride carbonica? 

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In molti casi il break alle macchinette green già lo è, grazie al project tutto italiano RiVending, che dà nuova vita a bicchierini del caffè, bottiglie di acqua minerale e bibite in plastica dei distributori automatici. Come dice poeticamente il claim: “Se son di plastica, Rifioriranno“. Eh sì perché pensateci: in tutte le nostre pause coffee quanti bicchierini consumiamo? E quante bottigliette d’acqua? E le bibite? Too much. Non vi sentireste più sollevati sapendo che mentre noi ci rilassiamo, qualcuno si occupa di riciclare al meglio i nostri scarti? Il progetto RiVending, nato nel 2019, ha proprio questo obiettivo: recuperare e riciclare gli imballaggi in plastica dei distributori automatici grazie a due diversi contenitori: il primo utile per l’impilamento di bicchieri e palette, di cui riduce il volume di oltre il 150% (per una raccolta più efficiente); il secondo fondamentale per radunare le bottigliette in plastica di acqua e le bibite. Si tratta di un programma “a ciclo chiuso”, dove la plastica viene interamente riciclata e reintrodotta nel circolo produttivo per nuove forniture, riducendo così le emissioni di CO2. 

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Esempio. Avete un cestino RiVending di fianco alla macchinetta? Top. Vi basterà riporre il bicchierino di plastica usato qui dentro e taaac, risparmierete ben 6,84 grammi di Co2. Ogni cestino in media concorre al risparmio di ben 100 kg di Co2, ciò significa che nel 2023 eviteranno all’ambiente l’immissione di oltre 1.500 tonnellate di Co2. Visti i tempi, non sarebbe proprio una brutta idea. Ad oggi, grazie al progetto promosso da Confida, Corepla e Unionplast, sono stati già installati in aziende, scuole, università e uffici pubblici di tutta Italia oltre 13 mila cestini, che raccolgono e riciclano la plastica delle macchinette consentendo un risparmio di oltre 1000 tonnellate di anidride carbonica in a year. Tutto molto figo.

Raga, se nella vostra azienda avete voce in capitolo e volete menarvela di essere sensibilissimi all’ambiente, la soluzione è semplice: potete chiedere i contenitori RiVending al vostro operatore dei distributori automatici, che potrà rilasciarvi un bell’attestato del Carbon Footprint da inserire nel report di sostenibilità. Vi sentirete very proud, garantito.

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