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Editorial
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Oh, ma il derby di Champions?

Potrebbe sembrare una semplice partita di pallone, anzi due, andata e ritorno. Invece, la semifinale di quella che un tempo veniva chiamata la Coppa dei Campioni, è qualcosa di magico, fantastico, raro e prezioso. Per Milano e per i milanesi tutti. 

Pensate, a livello sportivo Inter e Milan - baùscia contro casciavìt  per i puristi della stracittadina - non si sfidavano a questi livelli dal lontano 2003 e questa è già una gran bella notizia. Il corollario di tutto ciò è molto easy: matematico che una squadra milanese andrà in finale a contendersi il titolo di club campione d'Europa. Non cominciate a dire che le potenziali sfidanti dall'altra parte (Real Madrid o Manchester City) sono anni luce più forti, più preparate e favoritissime. Lo sappiamo, ma lasciateci sognare, figa!

Siamo sempre noi, gli inguaribili romantici che non si arrendono mai allo strapotere del denaro nel pallone, quelli che rispettano le proprietà che arrivano dall'altra parte dell'oceano o dall'estremo oriente, ma che sanno che la vera anima è qui, sotto la Madonnina. Non ci sembra vero che a Milano ci siano bambini, ormai divenuti ragazze e ragazzi, che non hanno mai visto sollevare il trofeo dalle grandi orecchie dalla propria squadra del cuore. L'ultima del Milan, che nella sua storia ne ha vinte parecchie, risale al lontano 2007. Per l'Inter invece è rimasto indelebile nella memoria il triplete del 2010.

Sì, noi ci crediamo. Prima della finale però c'è il derby di Coppa che, in termini affettivi, forse vale anche di più. Lo diciamo a pieno titolo, perchè siamo gli stessi pazzi furiosi che tempo fa avevano scritto su queste pagine un'appassionata lettera indirizzandola a uno stadio che rischia di essere abbattuto nei prossimi anni. Lui, il Giuseppe Meazza in S.Siro, aka La Scala del Calcio, anche in questa occasione è lì, pronto ad aprire il suo sipario per donarci emozioni indescrivibili.  

Sono eventi che sembra ci dividano, ma che in realtà fanno respirare a tutti una boccata d'aria pulita. Partite che rendono il clima frizzante, senza aumentare i livelli di anidride carbonica. Un boost di adrenalina.

Ognuno si prepara a sfottere quelli dell'altra sponda, gli odiati cugini. A litigare, esaltarsi o cadere in depressione in caso di sconfitta. Tutti pronti a cantare Milano siamo noi, solo noi e poi cercare il vicino di scrivania che tifa per gli altri e inveire contro di lui per un calcio di rigore non fischiato, come se il malcapitato sedesse in sala VAR invece che di fronte al foglio excel del piano ferie estivo. 

Chi scrive sta dalla stessa parte del Signor Imbruttito (nella vita Germano Lanzoni, speaker ufficiale del Milan), fedeli nei decenni ai colori rossoneri. Già nel team Imbruttito c'è qualcuno che la pensa in senso opposto. Così in ogni luogo di lavoro, per le strade, nei bar, dal parrucchiere, tra i ghisa, per una decina di giorni il derby sarà tra noi, ovunque.  Poi potremo ripensare al fatturato.

Sono quelle partite dove 80 k riempiranno lo stadio e tutti gli altri, anche chi non ha i danè per il biglietto o per l'abbonamento alla pay tv, potrà godere dello spettacolo in chiaro. Le norme lo prevedono e pure Bezos si è dovuto adeguare e cedere l'esclusiva dei diritti televisivi di Amazon Prime, su iniziativa dell'Autorità preposta al settore delle telecomunicazioni. Partite così sono, meritano, di essere registrate nel patrimonio dell'umanità. Se un marziano atterrasse in circonvalla durante le due sere dei match, potrebbe ascoltare le grida che escono da ogni monolocale condiviso così come dall'attico in zona City Life. I baretti sotto casa così come la gran parte dei locali si sono attrezzati per fatturare come caimani, grazie a maxischermi e birrette a nastro. 

Milano è una città che ha accolto i festeggiamenti sportivi di tutti. Dall'exploit al Mondiale del Marocco sino allo scudetto del Napoli. Ora tocca ai suoi tifosi, a noi. Una parte di sicuro gioirà, tutti scenderanno in campo con la speranza di essere loro, alla fine, a prevalere. È una grande occasione per riportare l'obiettivo sulla città Imbruttita, sulla sua essenza che ne è anche la sua bellezza più profonda. Per una settimana o poco più mettiamo da parte gli scleri e gli sbatti e dedichiamoci del tempo per assaporare l'atmosfera. 

Perchè sarà pure una partita di calcio (anzi due), ma che spettacolo è il derby in semifinale? 

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