Chiudi video
close adblock Il Milanese Imbruttito

Disabilita l'adblock

Ué grandissimo! Ti piace leggere i nostri articoli?
Allora non fare il giargiana, disabilita l’adblock
(così fai girare l’economia, taaac)!

close adblock Il Milanese Imbruttito

Ti ho beccato Giargiana!

Disabilita l’adblock (così fai girare l’economia, taaac)!

Ok

Editorial
alunnostudentescuola

C'è uno strano fenomeno che assale i più in questo periodo dell'anno, la nostalgia nei confronti del ritorno a scuola. A me parte una fitta fortissima di mancanza, vai a sapere perché. Guardo bambini e teenager intorno a me, tutti presi dalle ordinazioni, dalle cartelle nuove, dalle cover di quaderni e libri. Li guardo e vorrei avere un telecomando, come nel film Click con Adam Sandler - presente? - che mi riporti ai primi giorni di settembre dei miei... toh, otto anni. Ritornando indietro con la mente a quando ero bambina e ragazzina, però, non mi sembra di ricordare un entusiasmo esagerato verso la fatidica prima campanella dell'anno scolastico. Il primo giorno è sempre un mix di eccitazione - certo - ma anche paura, timidezza e ansia. Perché allora in età adulta si prova nostalgia?

Un sentiment così diffuso ha ovviamente delle spiegazioni scientifiche. Prima di tutto: l'abitudine. Quelli bravi spiegano che se fai qualcosa ogni anno per così tanti anni, è logico che che ti rimanga la fissa. Nbc New riporta le parole dello psichiatra e ricercatore Jeffrey M. Schwartz, esperto di ricerca sulla neuroscienza delle abitudini, secondo il quale i comportamenti ripetitivi possono diventare abitudini in sole due o tre settimane. Figuriamoci dopo anni di elementare, medie, licei e università! "Comportamenti ripetuti regolarmente per mesi o anni possono radicarsi profondamente dentro di noi" ha detto il doc. Schwartz spiega che il cervello è una struttura elastica capace di riprogrammazione, ma ci sono comunque degli "stimoli ambientali rilevanti" (profumi, immagini) che in tempo zero ci fanno scattare ricordi ed emozioni. Ad argomentare la questione ci piazzo anche un fenomeno che gli psicologi chiamano Anniversary Effect, che indica le sensazioni che una persona potrebbe provare nell'anniversario di un evento significativo, o nei giorni/settimane che lo precedono. 

E taaac, eccola lì, la nostalgia.

Se mentre leggete questo pezzo vi ritrovate ad annuire, commossi come Giovanni nella famosa scena "Non ce la faccio, troppi ricordi" allora benvenuti nel club. E se tanto mi dà tanto, questa nostalgia per il back to school vi farà puntualmente partire - pure a voi - la scimmia per i prodotti di cancelleria. Io in questo periodo divento una specie di cane da tartufo. Vorrei snasare matite, gomme, quaderni, libri nuovi, astucci e cartelle. Figa, una tossica. Mi consola, però, sapere di non essere sola. Anzi, spulciando in giro ho scoperto che c'è gente decisamente più fissata, tipo tale Dakota Duncan, che in un articolo su Medium ha raccontato le Confessioni di una dipendente dalla cancelleria.

Secondo la Duncan, alla base di questa passione per la cancelleria, che vive il suo massimo fulgore proprio con il ritorno a scuola, c'è la "sensazione di felicità, leggerezza e spensieratezza evocata dai colori, dagli odori e dalla semplice varietà" di penne, matite, astucci e altri prodotti classici da studente. Possiamo dire che questi oggetti siano la forma materiale della nostra nostalgia per il back to school, i potenziatori di quella sensazione di beatitudine legata all'infanzia, quando eravamo felici e senza pensieri. Anche se non lo sapevamo.

Seguici anche su Instagram, taaac!


Vai all'articolo precedenteIndietro
Il Milanese Imbruttito