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La moda uomo sta spaccando e spera di rilanciare il settore del lusso

Se alcuni settori moda segnalano una leggera perdita, altri invece continuano a crescere. Tipo la moda uomo, protagonista assoluta della Fashion Week di Milano.

Anche la moda si trova sui banchi della maturità e lo fa con un po’ di anticipo rispetto a quella ufficiale. Il settore ha già ricevuto le pagelle di recap dei primi mesi con tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria che hanno segnato un -5% di fatturato. Ma i voti si alzano nelle aree collegate di beauty, gioielleria e occhiali con una crescita del +12% tra gennaio e febbraio. Insomma, il solito 5 in latino o greco e il 7 in inglese e scienze. Media totale 6 e si ha l’accesso agli esami (o almeno così funzionava ai miei tempi). In questo caso però, invece di trovarsi tutti in palestra o nei corridoi, il meeting è sulle passerelle.

Il lusso, infatti, cerca il rilancio. Come? Con la moda maschile che dal 14 giugno torna a Milano con la Fashion Week e la presentazione delle collezioni Summer/Spring 2025. Riaccendere l’interesse sul made in Italy è – ça va sans dire – l’obiettivo di tutti. E pur avendo un debole per il commento selvaggio dei look, sappiamo tutti che il nostro sport preferito è giudicare i numeri. Il menswear tricolore ha infatti archiviato il 2023 con un aumento del +4,7% di fatturato portandosi a 11,9 miliardi di euro di cui il 18,5% rappresentato dalle due BFF filiera tessile-abbigliamento italiana. È però l’export a trainare tutto il comparto con il 74,5% del giro d’affari.

Chi sono però i Paesi che vogliono avere un po’ del nostro fascino mediterraneo anche a casa loro? Il mercato europeo copre il 45,7% dell’export totale di settore, con i francesi (oh là là) che guidano con un +16,8% rispetto allo scorso anno e 1,2 miliardi di euro di fatturato, segue la Germania con il 10,3%, anche se a vedere come vanno in giro comprano, ma non indossano. Fuori dall’Unione invece restano in pole gli Stati Uniti con il 9,3% del totale e la Cina, in crescita del +13,9%, che ha raggiunto i 647 milioni di euro.

E ora veniamo alla nostra Milano Fashion Week con ben 84 eventi in quattro giorni e mezzo. Un vero record. E tra gli immancabili dello stile italiano ci saranno Prada, le collezioni Emporio e Giorgio di Armani, Dolce&Gabbana, Fendi e Zegna, oltre a Gucci che sfilerà alla Triennale. Grande ritorno anche per Moschino dopo diversi anni di assenza. Ovviamente non mancheranno gli anniversary: dai 90 anni di Canali ai 15 anni di MSGM brand creato da Massimo Giorgetti.

Importante agli scopi dello sperato rilancio del luxury anche la decisione di molti buyer internazionali di sfuggire al caos pre-olimpico di Parigi e riversarsi in massa sotto la Madonnina. E diciamolo, la shit storm (letterale) prevista sulla Senna in segno di protesta contro Macron non è proprio un appuntamento che fa pensare al glamour.

Potrebbe essere invece un perfect match il connubio con lo sport, apparentemente lontano dai radar del settore, ma in un’estate calda di eventi – Europei, Olimpiadi, Paralimpiadi, Louis Vuitton Cup e Coppa America – non sarebbe un’idea malvagia ricordarsi che gli ambassador sportivi portano introiti. Anche nel settore lusso. Jannik Sinner, il suo borsone Gucci e il primo posto nel ranking Atp insegnano.

Autrice: Giulia Cannarella

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